Sondaggi ancora giù per Renzi, adesso c’è una maggioranza sovranista

Sondaggi negativi per Matteo Renzi, che non riesce a risalire nei consensi nemmeno dopo la tre giorni al Lingotto di Torino. Movimento 5 Stelle sempre più primo e dopo le elezioni ci sarebbe solo una maggioranza "sovranista" in Parlamento.

di , pubblicato il
Sondaggi negativi per Matteo Renzi, che non riesce a risalire nei consensi nemmeno dopo la tre giorni al Lingotto di Torino. Movimento 5 Stelle sempre più primo e dopo le elezioni ci sarebbe solo una maggioranza

Se Matteo Renzi voleva utilizzare la tre giorni al Lingotto di Torino per rilanciare la sua immagine, appannatissima dopo il disastro del referendum costituzionale e le indagini a carico del padre per un presunto giro di corruzione, oltre che per la scissione dell’ala sinistra del PD, la missione non può dirsi compiuta. Nonostante l’unico altro evento di rilievo sia stato nel fine settimana quello degli scontri a Napoli per la partecipazione del leader leghista Matteo Salvini alla Mostra d’Oltremare, i sondaggio settimanale Emg per il TG La 7 di Enrico Mentana fotografa un PD ancora in discesa al 27,1% (-0,5% in una settimana), surclassato dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che guadagna un altro 0,9% e tocca il 30%.

Dietro, la Lega Nord arretra dello 0,4% al 12,9%, Forza Italia guadagna lo 0,4% e sale al 12,4%, Fratelli d’Italia scivola dello 0,2% al 4,9% e Democratici e Progressisti (gli scissionisti del PD) avanzano dello 0,2% al 4,2%.

Il trend per l’ex premier è negativo, sia perché i democratici arretrano, sia anche perché avanzano, pur tra gli scandali che li colpiscono da mesi a Roma, i grillini, ormai primi senza titubanze nei consensi; almeno, questo è quanto raccontano i sondaggi. (Leggi anche: Primarie PD il vero incubo di Renzi)

Ci sarebbe una maggioranza sovranista

Certo, Renzi può sperare ancora nella campagna per le primarie per rianimare la sua base, ma di emozioni positive attorno al PD non se ne nutrono in queste settimane. Ormai, anche i più indefessi sostenitori del renzismo sono costretti ad ammettere a sé stessi che la strada per il ritorno del loro leader a Palazzo Chigi si allunga ogni giorno di più e si fa più stretta.

Se dai sondaggi sulle intenzioni di voto passassimo a calcolare il numero dei seggi potenziale di ciascuno schieramento, scopriamo che eventuali larghe intese tra PD, Forza Italia e centristi arriverebbero a controllare solo il 45% della Camera, mentre la somma tra i sovranisti di M5S, Lega Nord e FdI arriverebbe al 50,5%, la maggioranza assoluta. (Leggi anche: Governo Grillo-Salvini? Ecco lo scenario)

Niente governissimo con questi numeri

Non stiamo dando per certa (tutt’altro) un’alleanza post-elettorale tra formazioni politiche tra loro molto diverse, ma semmai stiamo scontando una loro opposizione unita, questa sì, a un eventuale governissimo, il quale non potrebbe nemmeno nascere senza la benevola astensione di tutte le opposizioni, Democratici e Progressisti inclusi.

E’ questo il disastro di Renzi, l’essere partito con un risultato storico del 40,8% alle elezioni europee del maggio 2014 e averlo quasi dimezzato in meno di tre anni, vuoi per i risultati mediocri ottenuti dal suo governo in economia, come in altri campi, vuoi anche per l’incapacità dell’ex premier di giocare in squadra e di aggregare almeno all’interno del suo stesso partito. (Leggi anche: Larghe intese? Tra Grillo e Salvini)

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,