L’edilizia in profonda crisi. Nuovo tonfo per le costruzioni in Italia

A settembre nuovo tonfo del settore delle costruzioni in Italia: -6,1% su base annua e flessione dell'1,8% rispetto ad agosto. Nei primi nove mesi dell'anno, il calo è stato dell'11,2%

di , pubblicato il
A settembre nuovo tonfo del settore delle costruzioni in Italia: -6,1% su base annua e flessione dell'1,8% rispetto ad agosto. Nei primi nove mesi dell'anno, il calo è stato dell'11,2%

Non accenna a riprendersi il settore delle costruzioni, come dimostrano gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, secondo cui a settembre la produzione è diminuita dell’1,8% rispetto al mese di agosto, stando all’indice destagionalizzato. Su base annua, il tonfo è stato del 6,1%, del 2,8% se prendiamo l’indice grezzo, ma che non tiene conto che nel mese di settembre del 2013 i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 dello stesso mese dell’anno precedente.

Su base trimestrale, in media la produzione tra luglio e settembre è cresciuta dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Ma nei primi nove mesi dell’anno, il calo è stato dell’11,2% su base annua.

 

Crisi edilizia e assenza di futuro

Il dato delle costruzioni è indicativo, perché rappresenta un settore che sintetizza generalmente bene il più complessivo stato di salute dell’economia. I numeri ci suggeriscono che il calo prosegue, ma a un ritmo inferiore dei mesi precedenti, come dimostrano il calo annuo a settembre inferiore alla media dei primi nove mesi del 2013, nonché il miglioramento della produzione nel terzo trimestre, rispetto al secondo.

Da qui, però, a parlare di ripresa ce ne passa. Anche perché i segni restano negativi sia a livello congiunturale che tendenziale, si starebbe semplicemente arrestando la caduta.

Di certo, il settore è colpito particolarmente anche dalle infinite discussioni sulla tassazione degli immobili, la cui più totale incertezza da mesi non consente a famiglie e imprese di lanciarsi su questo tipo di investimenti.

La crisi del mattone, peraltro, non sta colpendo solo gli immobili di nuova costruzione, bensì pure le compravendite di quelli esistenti, a conferma di come il fenomeno abbia anche molto a che fare con il “credit crunch”, ossia la forte restrizione del credito a famiglie e imprese da parte delle banche, con maggiore difficoltà per l’accesso al mutuo.

 

APPROFONDISCI – Spezzare il credit crunch con le cartolarizzazioni dei crediti

Argomenti: