L’ecotassa cambia ancora tra proteste e coperture insufficienti: chiesto il rinvio al 2020

Anfia e Unrae hanno chiesto al governo di sospendere la misura dell'ecotassa e di rinviare tutto al 2020, in modo da calibrare al meglio gli effetti sul mercato e sulla produzione industriale.

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Anfia e Unrae hanno chiesto al governo di sospendere la misura dell'ecotassa e di rinviare tutto al 2020, in modo da calibrare al meglio gli effetti sul mercato e sulla produzione industriale.

Il provvedimento dell’ecotassa continua a far discutere, con il Governo costretto a correggere il tiro rispetto alle misure ipotizzate in precedenza. Se all’inizio la misura andava a interessare anche il modello di Fiat Panda con motore da 1.2 litri, oggi si ragiona su una tassa da applicare esclusivamente ai grandi SUV e alle supercar, vale a dire alle auto che emettono almeno 150 grammi di anidride carbonica per ogni km percorso. Tutte le utilitarie e le vetture di fascia media, generalmente più economiche, sono di fatto salve. Dalla riduzione dell’ecotassa però automaticamente scatta un problema di coperture per l’altro provvedimento collegato, l’ecobonus, destinato a subire una cura dimagrante nei prossimi giorni, come già vi abbiamo segnalato nell’approfondimento di ieri.

Le proteste di Anfia e Unrae

Potremmo definirla l’ecotassa della discordia. Sono infatti numerose le critiche piovute contro la misura voluta fortemente dal Movimento 5 Stelle, studiata per andare di pari passo con l’ecobonus (gli incentivi per oltre 300 milioni di euro, cifra che comprende sia le auto elettriche che quelle ibride e a metano). Le proteste maggiori arrivano dalle associazioni Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica) e Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri). Le due organizzazioni hanno chiesto al governo di sospendere la misura dell’ecotassa e di rinviare tutto all’anno successivo (2020), in modo da – spiega la nota ufficiale – “calibrare al meglio gli effetti sul mercato e sulla produzione industriale”.

L’ecobonus dimezzato

Intanto di recente abbiamo affrontato il tema legato all’ecobonus, parlandovi di come il Governo abbia cambiato idea sulla misura iniziale che prevedeva incentivi sia per le auto ibride che per quelle alimentate a metano.

A conti fatti, resteranno gli incentivi unicamente per l’acquisto di nuove auto elettriche. Confermato il valore pari a 6.000 euro per chi decide dal 1° gennaio 2019 di rottamare il proprio veicolo usato di almeno 10 anni per passare a un’automobile che ha emissioni pari allo zero. Rispetto alle ibride e ai veicoli a metano, il mercato delle vetture elettriche rappresenta una percentuale minima e quindi sono necessarie meno risorse.

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Il caso FCA

Non marginale è l’aspetto riguardante FCA. Il gruppo Fiat Chrysler Automobiles è intenzionato a investire 5 miliardi di euro sugli stabilimenti italiani. A quanto sembra però, il provvedimento sull’ecotassa potrebbe mettere di nuovo tutto in discussione. E in ballo, lo ricordiamo, non c’è una piccola manciata di euro ma molto di più. Dall’investimento di 5 miliardi dovrebbero trarre beneficio non soltanto gli stabilimenti e la produzione ma (ed è una diretta conseguenza) gli stessi lavoratori, che avrebbero davanti a sé un futuro più certo rispetto al passato. Sulla partita di governo l’attenzione è massima, con la politica che ha molto più da perdere rispetto agli altri “figuranti”.

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