L’economia italiana fa peggio anche quando va meglio – grafico

La ripresa dell'economia in Italia c'è, ma non basta. Le distanze con il resto d'Europa aumentano e la Spagna ha fatto oltre 3 volte meglio nell'ultimo triennio.

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La ripresa dell'economia in Italia c'è, ma non basta. Le distanze con il resto d'Europa aumentano e la Spagna ha fatto oltre 3 volte meglio nell'ultimo triennio.

La crescita del pil in Italia accelera ai massimi dal 2011, con il secondo trimestre a segnare un aumento tendenziale dell’1,5%. C’è ottimismo tra gli analisti sulle prospettive a breve termine del nostro paese e adesso si stima che la crescita economica di quest’anno possa avvicinarsi all’1,5%, che per quanto possa apparire relativamente basso, sarebbe pur sempre il dato più elevato dopo quello del 2010, anno in cui il pil rimbalzava dal crollo di oltre 6 punti subito con la dura recessione del biennio precedente.

(Leggi anche: Ripresa economica in Italia accelera, ma distanza con gli altri paesi aumentano)

Ma i dati devono leggersi nel contesto più ampio della ripresa in tutta l’Eurozona. Quest’anno, persino la Grecia dovrebbe crescere di oltre il 2%, mentre l’area nel suo complesso potrebbe avvicinarsi o centrare tale soglia. Insomma, l’Italia resterebbe un’economia al traino dell’unione monetaria e nonostante gli indubbi miglioramenti degli ultimi mesi, le distanze tra noi e il resto dell’Eurozona aumenterebbero.

Nel grafico di cui sopra, abbiamo mostrato i dati dell’ultimo triennio, quello in cui l’economia italiana risulta finalmente uscita dalla recessione, il cui ultimo colpo di coda si ebbe a sorpresa nel primo semestre del 2014. Prendendo a riferimento come periodo di partenza quello tra aprile e giugno di quell’anno, otteniamo che da allora il nostro pil è cresciuto del 3%, mentre quello tedesco di quasi il doppio, segnando +5,6%. E non è nemmeno il dato migliore riscontrato, visto che nello stesso arco di tempo la Spagna si è espansa del 10% (+9,9%), ovvero 3,3 volte in più dell’economia italiana. Maluccio anche la Francia, che ha fatto, però, sempre meglio di noi con un +4%. Nell’insieme, l’Eurozona è cresciuta del 5,7%, sostanzialmente in linea con la sua prima economia, la Germania.

Distanze tra Italia e Area Euro aumentano

Cosa ci spiegano questi numeri? Le distanze tra noi e la media dell’area a cui apparteniamo si sono ampliate di oltre 2 punti e mezzo nell’ultimo triennio e, cosa ancora più grave, non sembra che la tendenza stia rientrando; al contrario, continuiamo a crescere sempre meno delle altri principali economie dell’Eurozona.

La Spagna, che vanta ancora un pil pro-capite più basso del nostro (87 a 100), si avvicina a rapidi passi, mentre la Francia riesce a tenerci a distanza, con la Germania in fuga.

In termini reali, l’Italia è un po’ più ricca di 3 anni fa, fermo restando che siamo l’unica grande economia avanzata a non avere riagganciato i valori del pil del 2007, prima dello scoppio della crisi finanziaria globale. A questi ritmi, però, non sono dovremmo attendere l’arrivo prossimo decennio per tornare ai livelli di ricchezza di 10 anni fa, ma nel frattempo avremo scavato ancora di più il fossato che ci separa da stati come Germania e Francia, venendo agganciati dalla stessa Spagna. (Leggi anche: L’imbarazzante ripresa del lavoro in Italia in due grafici)

 

 

 

 

 

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