L’economia del futuro: la Cina scavalca l’Europa e nel 2016 sorpasserà gli Usa

Ecco come cambierà l'ecomomia mondiale nei prossimi anni. Tra le nazioni in rapida ascesa ci sono l'India e la Indonesia che nel 2020 ruberanno la maglia rosa alla Cina. L'Europa è troppo vecchia

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Ecco come cambierà l'ecomomia mondiale nei prossimi anni. Tra le nazioni in rapida ascesa ci sono l'India e la Indonesia che nel 2020 ruberanno la maglia rosa alla Cina. L'Europa è troppo vecchia

I dati Ocse confermano che l’economia del futuro parlerà asiatico e che il divario di ricchezza tra il resto del mondo e i Paesi aderenti all’organizzazione si va sempre più restringendo. Senza bisogno di scomodare le previsioni economiche, si può dire che già quest’anno, tenuto presente il potere di acquisto del 2005, il Pil della Cina supererà quello dell’Eurozona, mentre nel 2016 spetterà agli USA essere scalzati dal primo posto, superati dal nuovo gigante asiatico.  

Economia mondiale: cosa cambierà nei prossimi anni

Ovviamente, non solo la Cina nei dati, i quali mostrano, tuttavia, come la crescita nei Paesi non-Ocse stia rallentando, convergendo già in questi anni alla media dei Paesi Ocse. Si passa da una media del 7% degli ultimi 10 anni, al 5% da qui al 2020 e per arrivare al 2,5% entro il 2050. I Paesi Ocse, invece, nello stesso lasso di tempo dovrebbero registrare un tasso di crescita medio del 2%. Farebbe peggio l’Italia, con l’1,4%. Complessivamente, superata la crisi, il pianeta dovrebbe crescere del 3% all’anno fino ai prossimi 50 anni, sebbene con forti differenze tra area e area.  

Economia India e Indonesia: le nuove maglie rosa del 2020

Tra i grandi protagonisti della ricchezza mondiale troviamo anche l’India e l’Indonesia, altri due stati asiatici, a cui andrebbe la palma d’oro della crescita dal 2020 in poi, quando prenderanno il posto della Cina come economie più virtuose. L’India, ad esempio, già nei prossimi mesi dovrebbe aver superato la ricchezza complessiva del Giappone, mentre batterà l’Eurozona solo tra una ventina di anni. Ma già al 2025, India e Cina supereranno la ricchezza di tutti i Paesi del G7 messi insieme, mentre al 2060 avranno superato il pil totale di tutti i 34 stati Ocse, quando oggi rappresentano ancora solo un terzo di esso. Nel frattempo, le economie più povere aumenteranno il loro reddito pro-capite di 4 volte, mentre Cina e India di ben sette volte, anche se l’Ocse calcola che il tenore di vita di questi Paesi continuerà ad essere ben più basso di quelli degli stati più industrializzati, pari al 60%. Tuttavia, ad oggi è a un quarto. A frenare la crescita di questi stati oggi meno sviluppati sarà in parte l’invecchiamento progressivo della popolazione, ma da contrappeso faranno sia un migliore grado di istruzione, sia pure una maggiore produttività. Il segretario dell’Ocse, Angel Gurria, nel presentare i dati, ha specificato come questi si basino sulla previsione di moderate riforme delle politiche oggi adottate dagli stati. Ma se esse fossero più radicali nel mercato del lavoro e dei beni, allora gli standard di vita del pianeta potrebbe crescere del 16% nei prossimi 50 anni. Concentrandoci sulla Cina, è di ieri l’auspicio del presidente Hu Jintao, all’apertura del diciottesimo Congresso del Partito Comunista Cinese, che lo yuan venga al più presto reso convertibile (18° Congresso del Partito Comunista Cinese: il via a una fase di transizione).Il presidente ha affermato che obiettivo di Pechino è il raddoppio del pil e del reddito pro-capite interno entro il 2020, puntando sulla produzione e l’esportazione di beni di consumo a maggiore valore aggiunto, spostando il modello economico dalle esportazioni ai consumi interni. Affermazioni, che lasciano sperare in un progressivo ritmo accelerato di rivalutazione della valuta, ad oggi considerata sotto il suo valore reale di mercato del 30% circa e la cui cosa è stata recentemente oggetto di strali anche da parte del presidente francese François Hollande, che ha accusato la Cina di concorrenza sleale ai commerci europei.

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Argomenti: Economie Asia