Leadership Salvini in crisi anche nella Lega Nord, ecco come lo faranno fuori

Fase critica per Matteo Salvini, che perde consensi anche all'interno della Lega Nord e il cui sogno di guidare il centro-destra si allontana.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Fase critica per Matteo Salvini, che perde consensi anche all'interno della Lega Nord e il cui sogno di guidare il centro-destra si allontana.

Non è un buon periodo per Matteo Salvini. Il leader della Lega Nord non può certo essere soddisfatto dei risultati del Carroccio alle recenti elezioni amministrative. A Milano, ha ottenuto appena il 10%, doppiato niente di meno che da una Forza Italia in piena crisi esistenziale. Le preferenze personali sono state 8.000, tante, ma inferiori alle 11.000 di Mariastella Gelmini. E a Roma ha preso appena il 2,7%, segnalando ancora una volta che il suo “Noi con Salvini” non riesce a sfondare sotto il Po, nonostante da almeno un paio di anni il Carroccio sia diventato sempre meno nordista e sempre più un partito di ispirazione nazionale e anti-UE.

Quanto basta per creare problemi alla sua potenziale leadership del centro-destra, che diventa sempre più un miraggio, ma anche all’interno della stessa Lega iniziano i guai, tanto che commentando i risultati delle amministrative, lo stesso Salvini aveva replicato alle critiche del senatur Umberto Bossi, ricordandogli che aveva preso un partito al 3% e lo ha portato al 15%. Verissimo, ma l’apice sembra sia stato raggiunto e i consensi per la sua creatura iniziano ad arretrare.

Congresso Lega, sorpresa amara per Salvini?

A dicembre, si celebra il congresso della Lega Nord. In quell’occasione, la segreteria potrebbe essergli contesa da personaggi di spicco, come Roberto Calderoli o Roberto Maroni. Le chances per questi ultimi sono molto basse, ma potrebbero coagulare attorno alle loro posizioni tutto il dissenso interno, dando vita a un’opposizione interna forte e ponendo fine alla guida quasi carismatica di Salvini.

Quanto alla coalizione, dopo il caso Roma, Fratelli d’Italia guarda con sempre meno interesse alla Lega Nord, avendo intuito come l’asse privilegiato con Salvini non abbia portato a nulla, se non ad isolare da Forza Italia. Quest’ultima potrebbe cambiare nome dopo il referendum costituzionale di ottobre, dando vita a un cartello, che potrebbe includere chi ci sta, ma con il chiaro obiettivo di creare un’alternativa al leghismo lepenista.

 

 

Leadership centro-destra non sarà lepenista

Insomma, il sogno di Salvini di essere incoronato leader del centro-destra si starebbe infrangendo contro i numeri e le resistenze degli alleati. E chissà che con l’inizio della programmazione autunnale, a Mediaset non decidano di contenere le presenze televisive del segretario del Carroccio, che non potrebbe più pretendere tanta sovraesposizione mediatica, quando nella Capitale e al Sud i suoi consensi non vanno oltre le cifre da prefisso telefonico.

 

 

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Argomenti: Politica