Le verità di Giachetti: attacco a Letta e ai vertici PD

Roberto Giachetti è uscito allo scoperto e sul suo sito ha pubblicato la propria verità sul no di Enrico Letta e del PD alla sua mozione finalizzata ad abolire il Porcellum. Ecco cosa ha detto.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Roberto Giachetti è uscito allo scoperto e sul suo sito ha pubblicato la propria verità sul no di Enrico Letta e del PD alla sua mozione finalizzata ad abolire il Porcellum. Ecco cosa ha detto.

Dopo la gaffe (perché è di questo che si è trattato) di Enrico Letta sulla questione Porcellum, e dopo le smentite di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle, anche Roberto Giachetti, chiamato in causa da entrambe le parti (dopotutto la mozione per cancellare il Porcellum era sua) ha partecipato al dibattito e lo ha fatto nella giornata di ieri, sul suo stesso sito, contraddicendo Letta e attaccando anche i vertici del PD. Il post di Giachetti è stato ripreso oggi sul blog di Beppe Grillo, che ha fatto partire la campagna hashtag #LettaMente.   LEGGI ANCHE Grillo: “Letta mente agli italiani”. Ecco chi votò contro il ritorno al Mattarellum Letta ha mentito a “Che tempo fa”. La Rai riconosce le ragioni di Grillo Mattarellum: Letta risponde alle accuse di Grillo  

Giachetti smentisce Letta (e il PD)

“I fatti purtroppo parlano chiaro”, scrive Giachetti. “Quando più di quattro mesi fa 100 deputati di quasi tutti i gruppi misero a disposizione del Parlamento la possibilità di passare dalle parole ai fatti, cioè di cancellare il Porcellum, Letta chiese al PD di votare contro quella mozione, ponendo sostanzialmente una questione di fiducia; il PD si sottomise a quella richiesta e quella mozione fu votata solo da Sel, dal Movimento 5 Stelle, dal deputato PDL Martino e dal sottoscritto. Questi sono i fatti”. Giachetti smentisce dunque Letta e dà ragione a Grillo nella diatriba nata ieri, ribadendo anche a proposito della replica del primo al secondo: “Oggi Enrico, per replicare a Grillo, spiega che il PD non era contro nel merito ma sul metodo. Mi viene da sorridere: l’accusa sarebbe quella che 4 mesi fa occuparsi di legge di salvaguardia sarebbe stata un’accelerazione impropria visto l’avvio del percorso delle riforme istituzionali”. Eppure, precisa Giachetti, sono sempre i fatti a venire in soccorso della verità: “Stoppare quella iniziativa è servito solo a farci trovare nell’attuale situazione d’impasse. Oggi tutti mi spiegano che per cambiare il Porcellum non ci sarebbero i numeri e che quindi si potrà fare solo qualche correzione […] e quindi, addirittura, peggiorare l’attuale legge elettorale”. Ma l’attacco (civile e diplomatico) di Giachetti ha come destinatari anche ai vertici del PD: “Il 28 maggio vi erano le condizioni per farlo e se non lo si è fatto è perché Letta, Franceschini, Finocchiaro e vertici del PD non hanno voluto. La conseguenza, temo di non sbagliarmi, è che torneremo a votare con questa legge o con una peggiore senza aver per lo meno garantito quello che tutti gli italiani si attendono: scegliere i propri rappresentanti. E i primi responsabili di questo siamo noi. Occorre dirlo”. Un’altra verità tuona con fragore, minando ancora le basi non solo del Partito Democratico, ma anche dell’attuale governo, come se ci fosse bisogno di un’altra testimonianza. “A sentire il Presidente del Consiglio sembrerebbe che al Senato sia imminente l’approvazione di un testo di riforma della legge elettorale su cui vi sarebbe una sorta di largo accordo. Temo che abbia informazioni sbagliate”, afferma Giachetti. “A due mesi dallo scippo del dibattito da parte del Senato stiamo ancora in alto mare. Anzi, nei prossimi giorni ci è stato annunciato che avremo un ‘pillolario’, cioè una serie di punti su cui verificare convergenze. Ancora lontano appare un testo vero sul quale magari votare. Cioè, siamo più o meno al punto di partenza. Una fotografia molto simile a quella che abbiamo visto nello scorcio della precedente legislatura”.  

Anche Civati perplesso sul no del PD alla mozione Giachetti

Anche Giuseppe Civati, a inizio luglio, sul suo sito aveva espresso le proprie perplessità sul voto contrario da parte del PD alla mozione Giachetti: “Non si capisce perché la mozione Giachetti non andasse bene”, si domandò Civati. “E perché il PD abbia chiesto ai suoi parlamentari di votarle contro, solo qualche giorno fa. A volte mi chiedo che cosa cavolo stiamo combinando. E la risposta che mi do è solo una: non lo sa nessuno. Si procede così. Di settimana in settimana. Poi (non) si vedrà”. E voi che ne pensate?  

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Argomenti: Politica

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