Le spiagge più care in Italia: salasso per le famiglie durante le vacanze

La ricerca di Adoc ha anche fatto notare lo squilibrio tra le spiagge libere e quelle occupate da stabilimenti, senza contare quegli stabilimenti occupati da abusivi, dunque non autorizzati.

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La ricerca di Adoc ha anche fatto notare lo squilibrio tra le spiagge libere e quelle occupate da stabilimenti, senza contare quegli stabilimenti occupati da abusivi, dunque non autorizzati.

Dopo una primavera inesistente, la stagione estiva sta arrivando con temperature bollenti. Estate fa rima con vacanze per buona parte degli italiani che tra giugno e settembre concentrano le ferie e spesso scelgono il mare come destinazione. Secondo un’indagine di Adoc alcune spiagge sono più care delle altre, il mare sardo, a tal proposito, si conferma il più esoso.

Le spiagge care, quanto spendono le famiglie

In base alla ricerca dell’Adoc, infatti, una giornate al mare per una famiglia di 3 o 4 persone in una spiaggia sarda può arrivare a costare 34 euro per un lettino, ombrellone, sdraio più extra per mangiare. La media nazionale, sempre considerando una famiglia di 3 o 4 persone, è di 26 euro mentre aggiungendo l’uso della cabina o delle docce si sale a 33 che diventano 58 euro al giorno per un pranzo in uno stabilimento. La Sardegna, dunque, si conferma la più cara, seguono la Liguria con una media di 33 euro al giorno senza considerare gli extra e la Toscana, dove una giornata al mare costa 31 euro al giorno. Ci sono poi alcune spiagge meno care come quelle situate in Abruzzo e Calabria, dove mediamente una giornata in spiaggia costa circa 23 euro, la Basilicata 22 euro e Molise e Campania, prezzo medio 21 euro.

Il periodo più o meno caro

Sempre in base alla ricerca dell’Adoc, ovviamente, agosto è il mese più caro con 697 euro, mentre giugno e settembre si confermano i meno esosi con un risparmio del 20% e una media di 560 euro. Un abbonamento per tutta la stagione estiva costerebbe invece 1718 euro e non di rado gli stabilimenti garantiscono alcuni sconti per chi sceglie il soggiorno o presenze prolungate. Un’altra soluzione proposta è quella di scegliere l’abbonamento part time visto che difficilmente si rimane al mare per tante ore. La ricerca di Adoc ha anche fatto notare lo squilibrio tra le spiagge libere e quelle occupate da stabilimenti, senza contare quegli stabilimenti occupati da abusivi, dunque non autorizzati.

Secondo Roberto Tascini, presidente di Adoc, “Andrebbe rivisto anche il canone d’affitto versato dai gestori allo Stato.

Nel 2016 gli oltre 50.000 stabilimenti presenti in Italia hanno versato poco più di 100 milioni di euro, a fronte di un giro d’affari stimato da Nomisma in 15 miliardi di euro annui. Questa condizione di vantaggio deve tramutarsi, da una parte, in una stabilità dei prezzi dei servizi offerti ai clienti, dall’altra in maggiori investimenti nelle strutture e nel territorio”.

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