Le sanzioni alla Russia uccideranno il predominio del dollaro? Ecco i segnali in Asia

Nonostante i tentativi in Asia di sbarazzarsi del dollaro per le transazioni bilaterali, i dati indicherebbero un rafforzamento del peso del biglietto verde negli scambi.

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Le voci di un ammassamento delle truppe russe ai confini con l’Ucraina hanno spaventato i mercati nelle ultime ore, affossando gli indici delle borse mondiali. Le tensioni tra Russia e Occidente potrebbero portare a un’escalation delle sanzioni contro Mosca da parte di USA ed Europa, le cui conseguenze sul piano economico, finanziario e politico saranno tutte da verificare, ma che sin d’ora possiamo affermare essere negative per le chance di ripresa delle economie dell’Eurozona. Gli analisti ritengono, però, che sanzioni più dure contro la Russia avranno quale principale reazione del Cremlino l’abbandono del dollaro come valuta di riserva in diversi contesti dentro e fuori dall’Asia. Oltre ai russi, anche la Cina aspira ad affermarsi quale potenza geopolitica riconosciuta a livello internazionale, sostituendo progressivamente il dollaro con il suo yuan nelle transazioni bilaterali, approfittando proprio delle tensioni in atto tra Occidente e Mosca.   APPROFONDISCI – Sanzioni UE pronte contro la Russia. Ecco i governi favorevoli e contrari Sanzioni USA contro la Russia, ecco le misure e chi riguardano   A questo punto, facciamo una fotografia della situazione esistente: il dollaro pesa per il 61% delle riserve valutarie delle banche centrali, molto meno del 72% del 2001, ma certamente resta la valuta predominante in assoluto nel pianeta. D’altronde, il biglietto verde serve per acquistare oro, petrolio e altre commodities e funge da garanzia per la solidità finanziaria di uno stato. Inoltre, se da un lato Russia, Cina e, in parte, anche l’India si stanno prodigando per giungere ad accordi commerciali bilaterali, che evitino l’uso del dollaro, i dati complessivi sembrano tutt’altro che allarmanti per la valuta americana. Nel gennaio di quest’anno, il 38,8% di tutti i pagamenti effettuati nel pianeta erano denominati in dollari, in netto rialzo dal 29,7% del gennaio 2012. Questi sono i dati forniti dal Society for Worldwide International Financial Telecommunication (SWIFT), in base ai quali, nello stesso arco di tempo, la quota dell’euro è scesa dal 44% al 33,5%.   APPROFONDISCI – L’accordo Russia-Cina sul gas è vero? Ecco tutti i dubbi   E la compravendita di dollari contro le altre valute ha raggiunto quota 87% nell’aprile del 2013, in rialzo del 2% sul 2010, secondo la BIS (Bank for International Settlements). Nel frattempo, però, la banca centrale di Hong Kong ha dovuto comprare 9,5 miliardi di dollari dallo scorso 1 luglio, in modo da difendere il tasso di cambio fisso dal 1981 con la valuta locale. Segno anch’esso che il biglietto verde scricchiola in alcune aree del mondo. Forse, però, è ancora troppo presto per ipotizzare una perdita in tempi brevi dello status di valuta di riserva mondiale. Lo yuan e il rublo non sono certo sostituti convincenti in Asia, tranne che in futuro ci sia la garanzia dell’oro, cosa che assicurerebbe i mercati dalle possibili turbolenze valutarie, rendendo queste valute ben più credibili dei dollari stampati a pieno ritmo dalla Federal Reserve.   APPROFONDISCI – Cambio fisso addio a Hong Kong? Il dollaro USA soffre    

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