Le previsioni di Nouriel Roubini sull’euro e il 2014

Nouriel Roubini ci ripensa ancora e adesso vede bassi i rischi di implosione dell'Eurozona. Positivo anche sui mercati emergenti e la Cina.

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E’ ottimista Nouriel Roubini, riguardo all’andamento dell’economia mondiale nel 2014. E non è certo una cosa da poco per un economista noto come Mr.Doom, il Signor Fato, per via delle sue previsioni catastrofiste degli ultimi anni. Previde la crisi finanziaria nel 2008 (furono in pochi) e nell’estate del 2012 allarmò l’Eurozona per via di quella “tempesta perfetta” che sarebbe arrivata sui mercati finanziari del Vecchio Continente e che effettivamente fu sfiorata nel mese di luglio.

Ma per il 2014 le cose non dovrebbero andare proprio male. Il pil delle economie avanzate dovrebbe crescere dell’1,9% in media, mentre quello delle economie emergenti del 5%.

Importante è la considerazione che Roubini fa dell’Area Euro, essendo da anni pessimista sulla tenuta dell’unione monetaria e critico sulla gestione della crisi da parte di Bruxelles. Per l’economista di origini iraniane, i rischi di implosione dell’Eurozona, di un nuovo shutdown del governo federale USA, di un nuovo braccio di ferro tra Congresso e Casa Bianca sull’innalzamento del tetto del debito, di una guerra tra Israele e Iran sono decisamente più bassi degli anni precedenti.

Certo, l’Eurozona dovrebbe ancora mostrare una crescita debole, aggiunge, e il differenziale con gli USA è dato dalle politiche molto accomodanti della Federal Reserve, che lo stesso Roubini definisce “giuste”. Buone anche le prospettive per la Cina, che eviterà un “hard landing”, un atterraggio duro, dopo decenni di crescita spesso a due cifre, grazie alle riforme annunciate dai vertici del Partito Comunista Cinese. 

I mercati emergenti, poi, continueranno a urbanizzarsi e la domanda delle classi medie crescerà ancora, mentre essi beneficeranno anche della ripresa delle economie avanzate, aumentando le loro esportazioni.

Insomma, il quadro dipinto da Mr.Doom, forse ex, è molto meno fosco del recente passato, anche se parliamo dello stesso economista, che non più tardi di tre mesi fa metteva in guardia il pianeta dallo scoppio della bolla finanziaria negli USA entro il 2015, alimentata, sempre a suo dire, dalle politiche ultra-espansive della Fed. Sì, proprio quelle politiche che ora definisce “giuste”.

Il personaggio è noto per i suoi cambiamenti di prospettiva anche repentini. Se nell’estate del 2012 prevedeva una “tempesta perfetta” che avrebbe spazzato via l’euro in poche settimane, già due mesi dopo si esprimeva con toni rassicuranti sulla tenuta della moneta unica. E non si contano le volte in cui ha alternato catastrofismo a sprazzi di luce. Ma questo è Roubini.

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