Le Pen presidente della Francia? Ecco come può vincere e contro chi

Marine Le Pen vola nei sondaggi, approfittando delle difficoltà degli avversari. Al secondo turno delle elezioni presidenziali, però, sarebbe battuta. Ma siamo davvero sicuri che andrà così?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Marine Le Pen vola nei sondaggi, approfittando delle difficoltà degli avversari. Al secondo turno delle elezioni presidenziali, però, sarebbe battuta. Ma siamo davvero sicuri che andrà così?

Si fa più complicata la corsa verso l’Eliseo di François Fillon, il candidato della destra conservatrice neo-gollista, che per i sondaggi è scivolato al terzo posto, alle spalle dell’indipendente di centro-sinistra Emmanuel Macron e della nazionalista Marine Le Pen, dopo le accuse riportate dalla stampa nazionale alla moglie Penelope e ai figli, per le quali avrebbero ricevuto un milione di euro di pagamenti con il denaro dei contribuenti per posizioni lavorative fittizie. Ieri, in conferenza stampa, Fillon ha respinto le accuse e ha mostrato l’intenzione di non ritirarsi dalla gara delle presidenziali in Francia, in programma per aprile e maggio. (Leggi anche: Fillon stravince primarie destra e straccia Le Pen nei sondaggi)

Serve rinvigorire nuovamente la base, perché in assenza di novità, rischia realmente di non approdare al ballottaggio, che allo stato attuale sarebbe tra Le Pen e Macron. Anche quest’ultimo sta avendo i suoi problemi, dopo che alcuni organi di informazione lo accusano di intrattenere una relazione extra-coniugale e gay con un suo stretto collaboratore, omosessuale dichiarato. Macron ha stamane smentito tali insinuazioni, che potrebbero nuocergli non tanto per l’accusa di omosessualità in sé – la stessa Le Pen è favorevole ai matrimoni gay – quanto per il dubbio sulla sua infedeltà.

Le Pen sconfitta al ballottaggio?

A questo punto, la leader frontista avanza nei sondaggi, avvicinandosi al 30% dei consensi per il primo turno, ma sarebbe ugualmente battuta al ballottaggio sia da Macron che da Fillon, dato che contro di lei si schiererebbe tutto l’arco repubblicano francese. Con il vento in poppa, la donna ha ribadito la volontà di indire un referendum sull’uscita della Francia dall’euro e di chiudere le frontiere agli islamici, nonché di combattere la globalizzazione, qualora arrivasse all’Eliseo.

I cavalli di battaglia appaiono molto popolari, ma come dicevamo, la Le Pen paga il sistema elettorale a doppio turno, che la penalizzerebbe anche stavolta. Eppure, niente è perduto. Secondo i sondaggi, ancor prima dello scandalo “Penelope”, Fillon al secondo turno vincerebbe sì sulla leader della destra radicale, ma con un margine di voti affatto rassicurante, ottenendo intorno al 53-55% dei consensi. Più marcata sarebbe la vittoria di Macron, che pur essendo stato ministro dell’Economia dell’impopolarissimo presidente François Hollande, avrebbe dalla sua un programma elettorale di stampo più sociale. (Leggi anche: Hollande non si ricandida, sinistra a pezzi)

I francesi non amano il liberismo

E qui veniamo al nocciolo di questa campagna elettorale: la maggioranza degli elettori francesi, compresa quella di destra, è contraria alle politiche liberiste in economia, crede nello stato paternalistico e in un welfare state avanzato, nonché in un’amministrazione pubblica, che sia anche una sorta di ammortizzatore sociale. Lo dimostra il fatto che, pur con una popolazione di poco superiore a quella italiana, la Francia ha 5 milioni di dipendenti pubblici contro i nostri 3, che pure sono già tanti.

Fillon si presenta con un programma “thatcheriano”, essendo un sincero ammiratore della Lady di Ferro, oltre che un cattolico molto conservatore, un fatto abbastanza inconsueto per la politica transalpina. Posti dinnanzi all’eventuale scelta tra un candidato radicale, ma che sostanzialmente difenderebbe il modello sociale francese, e uno moderato, che vorrebbe trasformare la Francia in una sorta di Regno Unito continentale, siamo davvero sicuri che gli elettori della gauche voterebbero a stragrande maggioranza il secondo o non sorge forse il dubbio che disertino le urne?

Le Pen avrebbe più chance contro Fillon

La Le Pen avrebbe gioco facile tra i due turni ad ammonire i francesi, che il suo avversario Fillon sarebbe l’esatta impersonificazione delle politiche neo-liberiste propinate da Bruxelles, puntando a liberalizzare il mercato del lavoro, a tagliare la spesa pubblica e a intaccare quelle tutele sociali ancora certe nella seconda economia dell’Eurozona, di cui Parigi va orgogliosa da sempre.

Contro Macron, questa narrativa diverrebbe meno convincente, essendo un uomo di sinistra, pur spostatosi al centro in questi mesi per ragioni di calcolo elettoralistico. Ma se l’ex ministro approderà al secondo turno e vincerà, sappiate che non è per la sua difesa dell’euro e della UE, bensì per le esatte ragioni per cui la pancia della Francia rifiuta la moneta unica e i commissari di Bruxelles, ovvero perché oltre ad essere più rassicurante della leader frontista, non dovrebbe intaccare quel modello sociale, che è proprio la causa del declino economico nazionale.

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Francia, Politica