Le migliori opportunità di lavoro in Italia nei prossimi mesi (e anni)

Non solo in Italia ma in tutti i Paesi dell’Unione Europea i due concetti base del futuro del lavoro saranno trasformazione digitale ed ecosostenibilità.

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Non solo in Italia ma in tutti i Paesi dell’Unione Europea i due concetti base del futuro del lavoro saranno trasformazione digitale ed ecosostenibilità.

Due persone su tre che entreranno nel mondo del lavoro nel 2025 eserciteranno una professione che oggi ancora non esiste. In Italia, in relazione al triennio 2020-2023, cresceranno in maniera esponenziale le opportunità di lavoro nei settori salute e benessere, robotica, meccatronica ed energia, mobilità e logistica, educazione e cultura. Restando nel nostro Paese, entro i prossimi tre anni si dovranno coprire 400 mila posti nella sanità e nell’assistenza sociale, altri 200 mila nei servizi formativi e nell’istruzione, 90 mila invece nell’industria dei macchinari. Tutto questo a fronte degli 800 mila posti di lavoro andati persi tra il secondo trimestre 2020 e lo stesso periodo del 2019.

Trasformazione digitale ed ecosostenibilità le due parole chiave del futuro del lavoro

Non solo in Italia ma in tutti i Paesi dell’Unione Europea i due concetti base del futuro del lavoro saranno trasformazione digitale ed ecosostenibilità. Si calcola, giusto per fare un esempio, che soltanto le aziende digitali avranno bisogno di oltre 250 mila lavoratori con competenza matematiche e informatiche. Non solo, perché si sentirà parlare sempre più spesso anche di economia circolare, in grado di produrre qualcosa come 600 mila nuovi posti di lavoro nei prossimi anni.

La riqualificazione del personale primo obiettivo delle imprese

Un ruolo determinante verrà assunto in particolare dalla riqualificazione del personale, conosciuta anche con il termine di re-skilling. Si calcola, infatti, che il 75% delle aziende avrà come obiettivo principale la formazione del personale già assunto, con la consapevolezza che il mercato del lavoro è cambiato. La nuova mentalità è stata introdotta proprio dalla pandemia, che ha di fatto accelerato il processo di rinnovamento all’interno delle principali aziende, facendo cadere quelli che fino a pochi mesi fa erano ancora considerati dei tabù (come ad esempio lo smart working, tema che abbiamo affrontato più volte in questi ultimi giorni).

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