Portogallo, le proposte della sinistra spaventano gli imprenditori

Le imprese in Portogallo si sentono minacciate dal programma del blocco di forze della sinistra. Ma non è detto che queste arriveranno subito al governo.

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Le imprese in Portogallo si sentono minacciate dal programma del blocco di forze della sinistra. Ma non è detto che queste arriveranno subito al governo.

Il presidente Anibal Cavaco Silva ha incontrato oggi i rappresentanti del mondo del lavoro e delle imprese, a 2 giorni dalla bocciatura del governo di centro-destra in Parlamento, che spalanca le porte alla formazione di una maggioranza alternativa, composta da 4 partiti di sinistra: il Partito Socialista, quello Comunista, il Blocco di Sinistra e i Verdi. Il Portogallo vive una fase di tensioni politiche, dopo che le elezioni di 5 settimane fa non hanno consentito al governo uscente di ottenere un numero di seggi sufficienti per ricoprire un secondo mandato, tanto che il leader socialista Antonio Costa reclama la nomina a premier.

Le misure contestate

Il presidente della Confindustria lusitana, Antonio Saraiva, ha lanciato il suo grido d’allarme, sostenendo che la possibile nuova maggioranza di governo potrebbe scavalcare in Parlamento il dialogo in corso tra le parti sociali con misure come l’aumento del salario minimo, che la sinistra vorrebbe portare in 4 anni dai 505 euro attuali a 600 euro, senza alcuna considerazione per la perdita di competitività dell’economia, ha aggiunto. Saraiva ha anche lamentato il timore del ripristino di 4 giorni di ferie, vigenti fino al 2011 ed eliminati successivamente. Dal canto suo, Costa rassicura che il suo sarebbe un governo anti-austerità “moderato” e che l’accordo trovato con le altre forze di sinistra gli consentirebbe di godere di una stabilità politica di lungo termine, smentendo che il suo esperimento sarebbe destinato ad avere vita breve. Tra i punti del suo programma ci sarebbero lo stop ad alcune privatizzazioni, come quelle dei trasporti pubblici, della riforma del lavoro, la restituzione dei tagli agli stipendi pubblici effettuati in questi anni e lo sblocco delle pensioni.

Ma Costa spiega che non sarà messo in discussione il tetto del deficit al 3% del pil, così come la necessità di risanare i conti pubblici, fattori comuni a tutta l’Eurozona, anche se non ha spiegato come affronterebbe gli impegni assunti in campagna elettorale.  

Timori nuova ondata crisi Portogallo

Il ministro delle Finanze uscente, Maria Luis Albuquerque, tuona contro il pericolo che il Portogallo segua l’esempio tremendo della Grecia, che in pochi mesi, spiega, ha aumentato la povertà, la disoccupazione e ha riportato l’economia in recessione sotto Syriza. In realtà, non è nemmeno detto che il presidente assegni l’incarico di formare il nuovo governo a Costa. Poiché la Costituzione gli vieta di sciogliere il Parlamento prima dei 6 mesi, il capo dello stato avrebbe altre 2 opzioni: fare restare il premier uscente Pedro Passos-Coelho in carica fino alle prossime elezioni di primavera o nominare un governo tecnico. Sarà forse anche per questo che il mercato non ha  reagito eccessivamente alle tensioni di questi giorni. I rendimenti dei bond governativi a 10 anni sono saliti solo al 2,72% dal 2,40% di un mese fa, arrivando fino al 2,91% nel corso della seduta di lunedì. Livelli, tutto sommato, molto contenuti, se teniamo conto che all’apice della crisi del debito sovrano erano schizzati al 18%.        

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