Le finanze pubbliche sono sane, ma sarà recessione ancora per un anno

La Commissione europea promuove l’Italia sul piano dei conti, ma servono subito 6 miliardi per l’emergenza Imu, Iva e cassa integrazione. Il centro studi Prometeia stima la ripresa solo nel 2014

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La Commissione europea promuove l’Italia sul piano dei conti, ma servono subito 6 miliardi per l’emergenza Imu, Iva e cassa integrazione. Il centro studi Prometeia stima la ripresa solo nel 2014

Con lo spread verso i 250 punti e i Btp decennali sotto il 3,80% di rendimento, le finanze pubbliche italiane sono tornate a tirare un sospiro di sollievo. Il segnale è decisamente incoraggiante per la tenuta dei conti del nostro paese – come osserva il neo Ministro all’Economia Fabrizio Saccomanni – che si dice soddisfatto delle valutazioni dell’Unione europea sull’economia italiana grazie alle energiche riforme intraprese. I dati diffusi venerdì scorso dalla Commissione europea sull’Italia “certificano che il Paese può contare oggi e per i prossimi anni su un quadro di finanze pubbliche sane”. E a fine mese Bruxelles chiuderà la procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia, come anticipato dal José Manuel Barroso in una conferenza stampa al termine di un recente incontro col premier Enrico Letta.

 

Bruxelles pronta a chiudere la procedura di deficit dell’Italia. In arrivo 10 miliardi di euro

Si libereranno a quel punto almeno 10 miliardi di euro dalle casse dello Stato che potranno essere impiegati per il rilancio dell’economia. Metà di questi soldi, circa 6 miliardi, però, sono già stati opzionati dal Governo Letta per far fronte alla moratoria sull’acconto Imu di metà giugno, alla rinuncia a portare l’Iva dal 21 al 22% a luglio e al rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Soldi che dovranno essere opportunamente stanziati dall’esecutivo in tempi rapidi per non creare situazioni di emergenza o incagli burocratici dell’ultima ora. Si pensa infatti di inserire la manovra in un emendamento al decreto sblocca-rimborsi dei debiti della pubblica amministrazione da 40 miliardi di euro. I dettagli saranno definiti nei prossimi giorni senza indugio.

 

Per il segretario della Cisl Bonanni, priorità alla cassa integrazione

 

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I tempi, infatti, sono stretti, soprattutto sul fronte occupazionale.

Bisogna trovare subito “1,5 miliardi di euro entro maggio” per rifinanziare la cassa integrazione in deroga. E’ quanto dovrebbe fare il governo nell’immediato – secondo il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, intervistato dall’Ansa-. “A rischio ci sono oltre 700 mila cassintegrati che altrimenti andranno ad aumentare le fila dei disoccupati” che, riferendosi agli esodati e all’emergenza lavoro, lancia un allarme sulla “tenuta sociale” del Paese. “La priorità adesso – ha aggiunto Bonanni – è finanziare la cassa integrazione in deroga e poi provvedere al taglio delle tasse per imprese, lavoratori e pensionati. L’Imu può anche attendere. Del resto, la ripresa dell’attività economica dell’eurozona è troppo lenta e la disoccupazione potrebbe mettere a rischio la coesione sociale soprattutto nei paesi periferici. La crisi che stiamo attraversando ha inciso notevolmente sul tessuto economico e sociale italiano a cui lo Stato e la politica non erano preparati ad affrontarla.

 

Ci vorranno 6-7 anni per tornare ai livelli economici pre-crisi

 

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Il livello del Pil alla fine dell’anno 2020 sarà ancora inferiore ai valori pre-crisi (fine anni ’90) di circa il 2%”. Lo stima il centro studi Prometeia nel rapporto “Uno sguardo al 2020”. Secondo le stime dell’istituto tra il 2015 e il 2020 il tasso di crescita medio dell’Italia si attesterà intorno all’1,1%, in linea con il periodo 2000-2005. Ciò significa che non basteranno 14 anni per recuperare i livelli di crescita perduti: il doppio di quanto negli anni ’90 impiegò la Finlandia, più del triplo di quanto impiegò la Svezia. La disoccupazione è raddoppiata dallo scoppio della crisi. L’industria, a causa della recessione, “ridurrà in modo permanente l’occupazione a favore di un incremento di produttività”. Prometelia stima che l’Italia non uscirà dalla recessione prima del secondo semestre del 2014 quando tutte le componenti di domanda si riporteranno su tassi di crescita positivi.

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