Le elezioni in Grecia spengono il sogno di Bruxelles di una Grande Coalizione

Alexis Tsipras rivince le elezioni e si avvia a formare un governo con la stessa maggioranza uscente. Sconfitta la linea dell'Europa, che sperava nella Grande Coalizione.

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Alexis Tsipras rivince le elezioni e si avvia a formare un governo con la stessa maggioranza uscente. Sconfitta la linea dell'Europa, che sperava nella Grande Coalizione.

Con il 35,5% dei consensi e 145 seggi, Syriza ha rivinto con un margine netto sul centro-destra di Nuova Democrazia (28%) le elezioni di ieri in Grecia, le seconde dopo 8 mesi, smentendo i sondaggi della vigilia, che parlavano tutti di un testa a testa con i conservatori. E’ stato il principale avversario, Vangelis Meimarakis, a complimentarsi con il premier uscente Alexis Tsipras, riconoscendo la sconfitta e il fatto che gli elettori non abbiano cambiato opinione in pochi mesi, nonostante le vicissitudini del negoziato con i creditori pubblici (UE, BCE e FMI). Rispetto al 25 gennaio scorso, Syriza flette di appena l’1%, ma il risultato dovrebbe essere considerato un grande successo, se si pensa che il partito della sinistra radicale ha subito il mese scorso una scissione ad opera dell’ex ministro Panagiotis Lafazanis, che con la sua Unità Popolare, contraria al bailout, si è fermato sotto la soglia di sbarramento del 3%, necessaria per entrare in Parlamento. Meglio delle attese, invece, i consensi per la destra anti-austerity di Greci Indipendenti (Anel), che con il 3,7% e 10 seggi consentiranno sin da oggi al premier di formare una nuova coalizione di governo. Lo ha dichiarato nella serata di ieri il leader e ministro uscente della Difesa, Panos Kammenos, il quale ha assicurato che sin da oggi si terranno con Tsipras i colloqui per garantire la formazione di una nuova maggioranza in Parlamento. Da Syriza, i commenti sono stati favorevoli al bis. Quanto agli altri, i centristi di To Potami e i socialisti del Pasok si confermano ininfluenti nel panorama politico nazionale, mentre al terzo posto si confermano i neonazisti di Alba Dorata, che hanno raccolto il 7% e 18 seggi.   APPROFONDISCI – https://www.

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Niente Grande Coalizione, resta maggioranza anti-austerity

Dunque, non cambia praticamente nulla rispetto a ieri. Tsipras resta premier, alla guida di un governo anti-austerity, seppure depurato dalle componenti più radicali che lo avevano costretto tra luglio e agosto a ricercare tra le opposizioni i consensi necessari per far passare in Parlamento l’accordo sottoscritto con i creditori. Sfuma l’ipotesi di una Grande Coalizione ellenica, che era il vero obiettivo e sogno dell’Eurozona, in quanto avrebbe garantito un ampio sostegno alle riforme propinate da Bruxelles e sancito l’impossibilità della sinistra radicale di affermarsi quale forza solitaria di governo. L’esito di queste ore spegnerà il sorriso ai funzionari europei, che dopo l’accordo del 13 luglio scorso ritenevano di avere messo Tsipras nell’angolo, di averlo indebolito politicamente.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/elezioni-in-grecia-senza-accordo-bipartisan-si-rischia-il-caos-politico/  

Ristrutturazione debito Grecia ora meno facile

Se certamente il 41-enne leader della sinistra ellenica si è presentato in campagna elettorale con propositi molto diversi di quelli sbandierati nel gennaio scorso, resta il fatto che gli elettori, pur disertando come mai prima le urne (l’astensionismo è schizzato al 44%), gli abbiano riconfermato la fiducia, mentre hanno ancora una volta bocciato i partiti schierati schiettamente con Bruxelles, siano essi di destra, centro o sinistra. A novembre, i creditori dovranno effettuare una prima valutazione sull’attuazione delle riforme chieste ad Atene, finalizzata alla concessione o meno dell’agognata ristrutturazione del debito della Grecia. La vittoria netta di Syriza spariglia le carte. Fino al sabato scorso si era diffusa la voce di varie ipotesi di rinegoziazione del debito, basata sull’allungamento del periodo di grazia per il rimborso e per il pagamento degli interessi e sul contenimento del costo del servizio a un massimo del 15% del pil.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/grecia-al-voto-e-leurozona-prepara-la-ristrutturazione-del-debito/   Ma queste misure sarebbero difficili da implementare con un governo che non gode in Europa della fiducia necessaria dei partner. Dunque, c’è il rischio che in autunno assisteremo a un nuovo aumento dei toni tra le parti, anche perché Bruxelles ha la necessità di non mostrarsi eccessivamente accomodante con un esecutivo di estrema sinistra, quando sono alle porte le elezioni in Spagna, dove a questo punto potrebbe riguadagnare quota il movimento populista di Podemos, vicino a Syriza. Per il resto, le elezioni hanno sancito la definitiva scomparsa dello storico Pasok, in favore di Syriza, così come un Parlamento frazionato in diversi gruppi di piccole dimensioni e politicamente ininfluenti. Tsipras è di fatto il nuovo punto di riferimento della sinistra ellenica, non più radicale come fino a luglio, ma nemmeno su posizioni così immediatamente filo-europeiste, come i partiti tradizionali. C’è da scommettere che da ieri a Bruxelles e Berlino ci siano musi lunghi.   APPROFONDISCI – https://www.

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