Le elezioni anticipate hanno un costo: ecco quale sarebbe il prezzo per il nuovo Governo

Quanto costerebbe tornare alle elezioni anticipate in seguito al caos politico degli ultimi giorni?

di Chiara Lanari, pubblicato il
Quanto costerebbe tornare alle elezioni anticipate in seguito al caos politico degli ultimi giorni?

Nel pieno caos politico di questi giorni e soprattutto delle ultime ore, dopo le voci di elezioni anticipate il 29 luglio, la domanda sul costo delle elezioni è quanto meno lecita. Dopo il voto del 4 marzo, tornare alle urne dopo pochi mesi ha un peso economico importante. E se fino a pochi giorni fa si parlava di settembre, nelle ultime ore, dopo i rumors sulla presunta rinuncia, poi smentita, di Cottarelli, la data del 29 luglio ha improvvisamente occupato le nostre bacheche. Che sia luglio o settembre, in ogni caso, tornare ad elezioni anticipate ha un costo che lo Stato deve affrontare.

Quanto costano le elezioni?

Per le casse dello Stato si parla di 300 milioni di euro che con le indennità ai parlamentari arrivano a circa 400. Basti pensare che ogni seggio elettorale consta una spesa di circa 6mila euro e ne abbiamo 61.552 a cui bisogna aggiungere gli esborsi a vuoto ossia rimborsi spese, stipendi, diarie e varie per i parlamentari. La cifra arriva così a 78 milioni di euro considerando le indennità e gli assegni di fine mandato. Capitolo Senatori: il costo in questo caso arriva a 10mila euro lordi di indennità mensile, a cui vanno aggiunti 1650 per rimborsi generali mensili forfettari, 2090 per rimborso spese per l’esercizio del mandato e 3.500 euro di diaria. Cifre non da poco se contiamo quelle per la Camera per cui ci sono circa 10mila euro lordi di stipendio, 700 euro per le spese telefoniche, circa 3500 e altri 3600 per diaria e rimborsi relativi all’esercizio del mandato.

400 milioni di euro per andare a votare

Prendendo come esempio le elezioni del 2013, come riporta il sito Money.it, per cui i costi sono già stati comunicati, si parla di una cifra spesa pari a 389 milioni di euro suddivisi tra 315 milioni per le uscite del Ministero dell’Interno, 33 per il Ministero degli Esteri, 38 per l’Economia e 14 per il Ministero Giustizia. Tra le spese anche quelle per polizia, carabinieri, finanza, polizia provinciale etc e il costo totale ammonta così a 400 milioni di euro, cifra che dovrebbe essere rimasta sostanzialmente la stessa anche per le elezioni del 4 marzo scorso, dunque tornando a votare il 29 luglio o a settembre i costi ammonterebbero a 800 milioni di euro in tutto per questo 2018 caratterizzato dall’incertezza politica più totale. Ora non resta che attendere la data definitiva a meno di altre novità che potrebbero ribaltare tutto un’altra volta.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana

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