Le convulsioni del Venezuela peseranno sul petrolio: prezzi a 70-80 dollari?

La crisi drammatica del Venezuela potrebbe costarci 20-30 dollari al barile in più sul prezzo del petrolio. Ecco perché e come il regime "chavista" di Nicolas Maduro tiene sotto scacco la comunità internazionale.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La crisi drammatica del Venezuela potrebbe costarci 20-30 dollari al barile in più sul prezzo del petrolio. Ecco perché e come il regime

Altro fine settimana drammatico per il Venezuela, dopo il fallito golpe ai danni del governo di Nicolas Maduro, che era stato tentato in modo dilettantesco da un gruppo di militari nei pressi di Valencia e sventato in pochissimo tempo. Segno, che la tensione starebbe salendo anche nelle caserme, le quali finora hanno sostenuto in maniera granitica il “chavismo” bolivariano di Caracas. Il presidente Nicolas Maduro ha potuto cantare vittoria, ma la comunità internazionale prosegue nella sua opera di progressivo isolamento del paese sudamericano, dopo l’elezione di un’assemblea costituente totalmente nelle mani dei socialisti al governo, boicottata dalle opposizioni. (Leggi anche: Crisi Venezuela, abisso economico sempre più vicino e Maduro arresta oppositori)

Ci si interroga su quanto queste convulsioni possano perdurare senza sfociare apertamente in una guerra civile da un lato e in un default dall’altro. Tra ottobre e novembre, la compagnia petrolifera statale PDVSA dovrà rimborsare bond per 3 miliardi. Considerando che le riserve valutarie del Venezuela ammontino a soli 10,2 miliardi, di cui appena 3 miliardi cash, non ci sarebbero sufficienti risorse per affrontare le scadenze. Da qui, o si andrà verso l’ennesimo “swap” obbligazionario o si rischia davvero di arrivare al default.

Crisi bolivar senza fine

Per avere conferma della drammaticità degli eventi, basti pensare che la moneta nazionale, già da anni carta straccia, ha perso circa il 60% del suo valore contro il dollaro sul mercato nero. Al momento, servono 19.000 bolivares per un biglietto verde, quando al cambio ufficiale ne basterebbero appena 10.

La crisi del bolivar rispecchia quella di un’economia al collasso, il cui pil è crollato dal 2013 circa il 35%; peggio della Grecia e persino della Grande Recessione del 1929-’33 negli USA. Ma il Venezuela è anche tra i principali produttori di petrolio al mondo, primo per riserve. Ogni giorno produce quasi 2 milioni di barili, esportandone intorno a 1,5 milioni. Da tempo, la PDVSA ha problemi nell’estrarre la materia prima, essendo priva di liquidità sufficiente per mantenersi semplicemente operativa. In caso di default, rischierebbe uno stop completo delle sue attività e i russi arriverebbero a prendersi il 49% di Citgo, la raffineria con sede nel Texas, controllata dalla compagnia venezuelana. (Leggi anche: Rischio shock petrolifero, sanzioni USA contro Venezuela più vicine)

Quotazioni petrolio a 70-80 dollari con collasso Venezuela

Uno scenario del genere metterebbe le ali alle quotazioni del petrolio, almeno nel breve termine. Secondo Helima Croft di RBC Capital Markets, i prezzi schizzerebbero fino a 70-80 dollari al barile dai 50 attuali. Sarebbe uno shock inatteso sul mercato mondiale, con conseguenze molto negative per le economie importatrici, le quali si troverebbero a far fronte a costi energetici più alti del 50%, a detrimento dei rispettivi tassi di crescita.

Sarà forse anche per questo che l’amministrazione Trump non starebbe passando dalle minacce ai fatti sulle sanzioni contro Caracas. Teme che gli stessi consumatori americani risentirebbero negativamente della crisi, pagando un gallone di benzina a prezzi più elevati. Per non parlare della crisi umanitaria ancora più devastante che esploderebbe nel paese andino, il quale resterebbe senza un solo dollaro per importare alcunché. Di ciò si fa forte Maduro, che sembra essere in grado ad oggi di potere trascinare 30 milioni di cittadini nel baratro, senza che la comunità internazionale si mostri capace di smuovere un dito. (Leggi anche: Crisi Venezuela, i 10 numeri della tragedia umanitaria)

 

 

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Argomenti: Altre economie, Crisi del Venezuela, economie emergenti, Petrolio, quotazioni petrolio, valute emergenti

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