Le condizioni di Re Giorgio: o un Governo di larghe intese o scioglierà le Camere

Giorgio Napolitano non vuole più tentennamenti e pretende che i partiti si accordino per la formazione di un governo.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Giorgio Napolitano non vuole più tentennamenti e pretende che i partiti si accordino per la formazione di un governo.

Dopo la rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, sono altissime le attese per la formazione di un Governo. Ma il Presidente della Repubblica è stato chiaro: non accetterà ancora la sordità politica che sembra esser dilagata tra i partiti, e se non si raggiungerà un’intesa che assicuri una maggioranza al Governo non esiterà a sciogliere le Camere. Piero Fassino, in un’intervista, ha dichiarato che il Pd, per essere al Governo da protagonista, dovrebbe chiedere a Napolitano di dare l’incarico per formare un nuovo governo a Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, l’unico all’interno del partito che possa portare a un cambiamento “La persona migliore per guidare un esecutivo del presidente oggi si chiama sicuramente Matteo Renzi. Io sono favorevole alla sua candidatura. Perché se dobbiamo assumerci delle responsabilità di governo allora bisogna farlo da posizioni di forza e non di debolezza e quindi è giusto che il Pd metta in campo l’uomo forte che rappresenta la capacità di novità.”. Matteo Renzi intanto ha dato la sua disponibilità a formare un governo di durata limitata, poichè anche lui è convinto che al nostro Paese in questo momento serve un governo al più presto. Il Pd nel prossimo periodo sarà assorbito quasi totalmente dalla battaglia congressuale che porterà alla nomina del nuovo segretario, dopo le dimissioni di Pier Luigi Bersani. Stefano Rodotà sulla possibilità di un governo d larghe intese spiega che non è propriamente d’accordo, visto che le intese dovrebbero essere fatte con Silvio Berlusconi, colui che ha portato allo sfascio della politica italiana “Non posso mettere fra parentesi il fatto che la larga intesa si fa con il responsabile dello sfascio e della regressione culturale e politica di questo paese. Si faranno interventi economici, si utilizzeranno i modestissimi documenti dei saggi ma non potrà essere affrontata nessuna delle questioni che possono restituire alla politica e al parlamento una qualità interlocutoria. Larghe intese? Il protagonista è Berlusconi”.

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Argomenti: Politica