L’E-commerce non conosce crisi: crescita a due cifre nel 2012

E' boom di acquisti online. Il fatturato italiano è cresciuto del 19% e si prevede +17% nel 2013. A trainare il settore sono le vendite online di smartphone e tablet

di , pubblicato il
E' boom di acquisti online. Il fatturato italiano è cresciuto del 19% e si prevede +17% nel 2013.  A trainare il settore sono le vendite online di smartphone e tablet

In tempi di crisi, c’è un settore che in Italia cresce a due cifre: l’e-commerce. Gli acquisti online effettuati dagli italiani nel 2012 sono aumentati del 19%, mentre gli utenti attivi sono cresciuti del 50% ad aprile di quest’anno su base annua, con un picco di 14 milioni di e-shoppers, raggiunto nel periodo natalizio. Sono i dati entusiasmanti diffusi nel corso di Netcomm eCommerce Forum 2013, giunto all’ottava edizione, davanti a 4 mila invitati.

A contribuire all’ottima performance è stata anche la diffusione di smartphone e tablet, che hanno portato il Mobile Commerce a crescere del 160% a 427 milioni di euro di fatturato. E il Politecnico di Milano stima che anche quest’anno il commercio elettronico dovrebbe crescere in Italia a ritmi sostenuti, forse del 17%.

 

Commercio elettronico in Italia: ancora molto alti i margini di crescita

Ma un’indagine condotta da ContactLab su un panel di 61 mila utenti dimostra come vi siano nel nostro Paese ancora grossi spazi di crescita, se è vero che solo il 34% degli intervistati dichiara di comprare dopo avere navigato online, una percentuale di gran lunga più bassa del 90% registrato nel Regno Unito, dell’87% in Germania, del 79% in Francia e del 50% in Spagna. E tra gli utenti italiani che non hanno ancora acquistato online, l’8% dichiara di volerlo fare entro i prossimi 12 mesi e il 50% in un arco di tempo non ben definito.

Anche in termini di fatturato non siamo ancora posizionati molto bene, anche se le distanze si stanno riducendo a grande velocità. Il giro d’affari in Europa è stato nel 2012 di 305 miliardi di euro, ma in Italia abbiamo chiuso a 9,5 miliardi, mentre quest’anno dovremmo crescere fino a 11,2 miliardi.

Da solo, il Regno Unito fattura per 96 miliardi di euro, seguito dalla Germania (50 miliardi) e la Francia (45 miliardi). Insieme fanno il 61% delle vendite online di tutta Europa. Aggregando i dati per area geografica, scopriamo che l’Europa dell’Ovest (Regno Unito, Irlanda, Francia, Benelux) guida la classifica con 160,8 miliardi (51,6%), seguita dall’Europa centrale (Germania, Svizzera, Austria, Polonia) con 76,3 miliardi (24,5%), dall’Europa del Sud con 33,2 miliardi e dall’Europa del Nord con 28,7 miliardi (9,2%).

 

L’ecommerce alla conquista del mondo?

Nel mondo, dopo l’Europa si posizionano gli USA con un fatturato di 280 miliardi e l’Asia-Pacifico con 216 miliardi. E secondo Ecommerce Europe, la crescita delle vendite in tutto il Continente è stata del 22% nel 2012.

E pare che la crescita a doppia cifra possa perdurare per i prossimi cinque anni nell’Eurozona, mentre l’Italia si caratterizza per i pagamenti con carte di credito prepagate, in quanto gli utenti nel 48% dei casi mostrerebbero di essere timorosi di acquistare direttamente tramite il conto corrente, preferendo rischiare solo eventualmente fino al limite massimo caricato sulla carta. Negli altri stati europei, invece, i pagamenti con Paypal sono molto più diffusi e preferiti dal 68% degli inglesi, il 55% dei francesi e solo dal 43% di noi italiani, sempre secondo l’indagine di ContactLab.

Quanto ai settori merceologici, abbigliamento e informatica dominano le vendite, rappresentando il 40% degli acquisti complessivi, anche se la stessa gamma delle offerte si sta ampliando, grazie a una maggiore attenzione da parte delle imprese.

Più in generale, sembra che stia cambiando l’atteggiamento degli italiani, che in passato facevano ricerche online per poi acquistare quasi sempre offline. Oggi, invece, si tende ad acquistare più facilmente in rete.

E Roberto Liscia, presidente di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, fa appello al governo, sostenendo che tutte le amministrazioni pubbliche dovrebbero consentire i pagamenti elettronici e l’home banking, in modo da agevolare l’avvicinamento dei consumatori italiani alla digitalizzazione. L’uso della moneta elettronica, infatti, potrebbe rappresentare una forma di rilancio del Made in Italy nel mondo e la scommessa consiste proprio nello spingere le imprese italiane all’export online.

Anche perché gli acquisti in rete non sono spesso anche più convenienti e più comodi, ma hanno già creato due milioni di posti di lavoro.

Argomenti: