Le borse hanno bruciato $13.000 miliardi in 4 mesi, che succede?

Dalla fine di maggio ad oggi, le borse hanno bruciato nel mondo 13 mila miliardi di dollari, perdendo il 18%, il tonfo peggiore dal crac di Lehman Brothers.

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Dalla fine di maggio ad  oggi, le borse hanno bruciato nel mondo 13 mila miliardi di dollari, perdendo il 18%, il tonfo peggiore dal crac di Lehman Brothers.

I timori di un rallentamento dell’economia mondiale hanno provocato un’ondata di vendite, che a partire da quest’estate hanno “bruciato” ben 13.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Attualmente, il mercato azionario del pianeta vale poco meno di 60.000 miliardi di dollari, – 18% rispetto a 4 mesi fa, il tonfo maggiore dai tempi di Lehman Brothers e scendendo ai valori più bassi dal mese di febbraio del 2014. E i livelli attuali di capitalizzazione restano più bassi di quelli precedenti alla crisi finanziaria del 2008, in conseguenza della quale i mercati sprofondarono di oltre di la metà a 25.000 miliardi in tutto. Formalmente e da un punto di vista globale, le borse mondiali non sono ancora entrate in una fase “bearish”, che si ha quando le perdite ammontano ad almeno il 20% dal picco. Tuttavia, alcune borse, come quella di Shanghai, sono più che raggelate negli ultimi mesi. Rispetto all’apice del 12 giugno scorso, il crollo è già stato di oltre il 40%, anche se su base annua mostra ancora un rialzo del 31%.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/la-borsa-di-shanghai-crolla-di-un-terzo-dal-picco-preoccupa-latterraggio-duro-cinese/   Di fatto, la sola borsa cinese ha bruciato in 3 mesi e mezzo 4.000 miliardi di capitalizzazione, quasi un terzo delle perdite mondiali di questi ultimi 4 mesi. E il New York Stock Exchange, che alla fine di maggio valeva complessivamente 20,4 mila miliardi di dollari, adesso capitalizza circa 17.700 miliardi, mostrando una perdita di 2.700 miliardi. E la borsa giapponese, che poco più di 4 mesi fa valeva 4.900 miliardi di dollari, superando il precedente record del 1989, adesso si è ridotta a 4.200 miliardi, perdendo 700 miliardi. Ha perso solo il 4%, invece, la borsa di Londra, che ha forse beneficiato del migliorato clima tra gli investitori, dopo la netta vittoria di David Cameron alle elezioni di inizio maggio, che ha allontanato lo spauracchio di un caos politico. Perde il 6% l’Eurostoxx 50, che riflette i 50 titoli azionari più capitalizzati in Europa, a dimostrazione che anche le borse del Vecchio Continente sono state colpite dalle vendite degli ultimi mesi. Riassumendo: i cali delle borse negli USA, in Cina e in Giappone ammontano a quasi il 60% del totale, segno che i crolli delle ultime settimane si starebbero concentrando presso le principali piazze finanziarie del pianeta e laddove si teme maggiormente per lo stato di salute dell’economia.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/economie-emergenti-tra-crisi-valutaria-e-crollo-delle-borse/

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