Le banche non fanno più credito. Cucchiani: “gli istituti non possono fare assistenzialismo”

Cucchiani e Ghizzoni non ci stanno a finire sotto accusa e spiegano il perchè le banche non possono prestare liquidità a famiglie e imprese. La stretta del credito non è dovuta solo agli istituti ma all'economia in genere

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Cucchiani e Ghizzoni non ci stanno a finire sotto accusa e spiegano il perchè le banche non possono prestare liquidità a famiglie e imprese. La stretta del credito non è dovuta solo agli istituti ma all'economia in genere

Il restringimento del credito da parte delle banche alle imprese e ai privati è una delle caratteristiche quasi fisiologiche della crisi economica in atto in Italia. Fin ad ora sono sempre state le banche a finire sotto accusa per la compressione del credito. In molte occasioni, e anche dal mondo politico, non sono mancate voci accesamente polemiche verso quegli istituti che hanno beneficiato dei prestiti della Bce ma che non hanno mai utilizzato veramente tali fondi per rilanciare il credito, limitandosi invece a rafforzare il proprio patrimonio. Ma la verità è davvero questa, ossia veramente gli istituti di credito, chiudendo i rubinetti per propria volontà, stanno strozzando l’economia reale?

Oggi sulla questione sono intervenuti i diretti interessati ossia i due maggiori banchieri italiani: Cucchiani di Intesa Sanpaolo a Ghizzoni di Unicredit. Entrambi i manager hanno affermato che il restringimento del credito è da imputare alla situazione dell’economia in generale e non a una precisa volontà di agire in tal senso da parte delle stesse banche. Per Cucchiani, in particolare, gli istituti di credito sono chiaramente disponibili a erogare finanziamenti ma non “possono fare assistenzialismo”, in una situazione in cui le sofferenze sono arrivate al loro massimo storico. Non fa sconti il ceo di Intesa quando afferma che “è l’economia ad essere bloccata dall’assenza di riforme, se questa situazione fosse diversa, ci sarebbero tutti i presupposti perché il credito riprenda. Ma così non sarà finché questi ceppi non saranno rimossi”. Insomma per Cucchiani il credito ad aziende e persone non c’è perchè tutto il sistema si è oramai ingessato e la colpa non è solo delle banche. 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il numero uno di Unicredit Federico Ghizzoni per il quale “in Italia c’è un problema della qualità del credito e di ricavi che in questo momento non crescono”.

A differenza di Cucchiani, il numero uno di Piazza Cordusio sembra però intravedere dei segnali positivi con una scontata crescita mensile dei crediti deteriorati ma a una “velocità inferiore” rispetto alle fasi più acute della crisi.

La difesa dei due banchieri non avviene in un momento molto positivo per il sistema bancario italiano alle prese con il caso di Banca Marche: Banche Marche a un passo da “default”, Moody’s taglia il rating

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