Le banche italiane tornano a vendere BTp, ecco perché i rendimenti risalgono

Massiccia vendita di titoli di stato italiani da parte delle nostre banche a marzo. Semplice sell-off legato al QE o è l'inizio di un nuovo trend, anche per via delle nuove possibili regole europee?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Massiccia vendita di titoli di stato italiani da parte delle nostre banche a marzo. Semplice sell-off legato al QE o è l'inizio di un nuovo trend, anche per via delle nuove possibili regole europee?

Banche italiane vendono BTp a marzoNel mese di marzo, le banche italiane hanno iniziato a ridurre il portafoglio dei titoli di stato tricolori, passato dai 423,9 miliardi del mese precedente a 417,5  miliardi. Pur restando ai massimi storici, quindi, gli istituti operanti nel nostro paese hanno ridotto di quasi 8 miliardi e mezzo le loro esposizioni verso BoT e BTp proprio in coincidenza con l’avvio del “quantitative easing” della BCE. Il dato emerge dal supplemento  al bollettino statistico di Bankitalia, alla voce “Moneta e banche”. Il fenomeno era ampiamente previsto, perché nei mesi di gennaio e febbraio, i titoli di stato italiani in pancia alle nostre banche era salito di ben 24 miliardi di euro, il 6% in più dei 400 miliardi iscritti a bilancio alla fine del dicembre scorso. Tale boom è da ricollegarsi all’attesa per il varo prima e l’attuazione dopo del QE, che verosimilmente avrebbe innalzato i titoli dei bond, facendone scendere i rendimenti.   APPROFONDISCI – Le banche non fanno prestiti, ma continuano a comprare titoli di stato. Colpa del QE?  

Rendimenti BTp di nuovo in rialzo

In effetti, ciò è accaduto, ma dopo una prima fase in cui i rendimenti sono scivolati a livelli record, con i decennali a sfiorare l’1%, si è  assistito a una progressiva loro risalita, tanto che oggi un BTp con scadenza 2025 rende sopra l’1,7% e la scorsa settimana era tornato a sfondare la soglia del 2%. E’ accaduto, infatti, che insieme ad altri fattori, legati anche in parte alle tensioni finanziarie sulla Grecia, le banche italiane presumibilmente avranno rivenduto i bond, non appena questi hanno registrato prezzi ai massimi di sempre, realizzando così laute plusvalenze.   APPROFONDISCI – Spread BTp-Bund a 125 bp, ma è boom dei rendimenti italiani (oltre il 2%) e tedeschi  

Sofferenze bancarie al top

Che questa forma di investimento prettamente finanziaria sia preferibile ad altre per i nostri istituti lo confermano sempre i dati odierni da oggi diffusi da Via Nazionale, dai quali emerge che a marzo le sofferenze bancarie risultano cresciute su base annua del 14,9%, in decelerazione dal +15,3% di febbraio, ma in valore assoluto sono salite a 189,52 miliardi dai 187,26 del mese precedente. Il loro valore di realizzo viene stimato in circa 80,91 miliardi, al 42,7%. In sostanza, se continua ad essere facile e veloce fare profitti acquistando titoli di stato a prezzi inferiori a quelli della successiva rivendita, i finanziamenti alle imprese e alle famiglie italiane resta rischioso, tanto che quasi i crediti deteriorati valgono ben il 12% del pil. E per quanto anch’esso in decelerazione, resta negativo il dato sui prestiti all’economia reale in Italia a marzo, diminuiti dell’1,5% su base annua dal -2% di febbraio. Nel dettaglio, i prestiti alle famiglie risultano essere scesi dello 0,3% (da -0,4%) e quelli alle imprese del  2,2% (da -3%).

Vendita BTp passeggerà?

La vendita dei BTp da parte delle nostre banche non dovrebbe essersi arrestata, né sarebbe il solo frutto della speculazione pre- e post-QE. Le nuove regole ancora solamente annunciate in Europa sarebbero più restrittive sui bond governativi, i cui acquisti potrebbero presto non essere più considerati del tutto “risk free”. Inoltre, la Germania premere perché gli istituti riducano le loro esposizioni verso un unico emittente pubblico, al pari di quanto già avvenga con i privati, in modo da evitare un’eccessiva concentrazione dei rischi. Qualora fossero approvate, queste norme avrebbero un forte impatto sui bilanci delle banche italiane, le quali si starebbero già preparando al cambio delle regole del gioco. Si pensi che in soli 3 anni, i titoli di stato nazionali in possesso dei nostri istituti è più che raddoppiato, per cui solo ipotizzando che si torni ai livelli di fine 2011, potremmo assistere a una pioggia di vendite di BTp per circa 200 miliardi di euro di controvalore.   APPROFONDISCI – Crisi del debito, ecco la proposta della Bundesbank che ci metterebbe nei guai    

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Argomenti: Crisi del debito sovrano