Le banche italiane frenano la corsa dello spread, che nonostante i recuperi resta alto

Banche italiane decisive contro lo spread, che sarebbe molto più alto senza il loro sostegno.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Banche italiane decisive contro lo spread, che sarebbe molto più alto senza il loro sostegno.

Il mancato declassamento del rating da parte dell’agenzia Standard & Poor’s di due settimane fa ha dato sollievo ai nostri titoli di stato, che nelle ultime settimane hanno lanciato timidi segnali di recupero. I rendimenti dei BTp a 10 anni sono passati, ad esempio, dal 3,68% del 18 ottobre scorso al 3,42% di oggi, mentre lo spread BTp-Bund decennale si è ristretto dai 325 ai 299 punti base. Anche sui cds si è allentata la tensione, con i rendimenti a viaggiare sui 260 bp contro gli oltre 281 bp di tre settimane fa, a segnalare che il rischio percepito di default dell’Italia sarebbe di poco diminuito sui mercati. Tuttavia, il range all’interno del quale ormai si muove lo spread dalla fine di settembre va da 290 a 310 bp, ad eccezione di qualche seduta più drammatica o di qualcun’altra più lieta. Si tratta di livelli inusitati per tutti gli altri membri dell’Eurozona, ad eccezione della Grecia.

Le quotazioni dei BTp a 2 anni sono aumentate nello stesso arco di tempo dello 0,8%, mentre quelli a 5 anni di un più marcato 1,8% e sul tratto a 10 anni si è registrato un +1,5%. Probabile che a fare la parte del leone siano state ancora una volta le banche italiane sul mercato, quando già alla fine di settembre risultavano detenere 378,8 miliardi di euro in bond tricolori, in crescita dai 374,6 miliardi di agosto, stando ai dati BCE. Rispetto alla fine di luglio, si tratterebbe di un maggiore importo per oltre 24 miliardi, per cui lo spread sarebbe stato ben più alto senza il sostegno dei nostri istituti. Unicredit conferma la sua vocazione di banca sistemica, comunicando 57,7 miliardi di euro di BTp in portafoglio con duration media di 3,15 anni e rassicurando che continuerà ad acquistare i nostri bond man mano che essi scadranno negli anni. Non è un caso che sui timori del mercato per le ripercussioni che la lievitazione dei rendimenti italiani rischiano di avere sui ratios patrimoniali, il governo abbia segnalato l’intenzione di correre in soccorso delle banche domestiche, nel caso in cui lo spread salisse a livelli insostenibili. Che, poi, sarebbe un vero paradosso: l’Italia s’impegna a salvare le sue banche, le quali rischiano di finire male proprio per le cattive condizioni finanziarie dell’Italia.

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Argomenti: Banche italiane, bond sovrani, Crisi del debito sovrano, Crisi delle banche, rendimenti bond, Spread