Le aziende del commercio e del turismo in crisi: ecco quali sono

Grandi nomi noti a rischio chiusura e una crisi nera senza sbocchi: ecco le aziende vittime dell'e-commerce e della politica indifferente.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Grandi nomi noti a rischio chiusura e una crisi nera senza sbocchi: ecco le aziende vittime dell'e-commerce e della politica indifferente.

Si parla ormai da tempo delle grandi aziende in crisi legate al commercio al dettaglio ma non solo. La colpa sembra stia ricadendo su grandi realtà dell’e-commerce come Amazon, che grazie alle offerte concorrenziali, i prezzi e la varietà sono riuscite a rubare una larga fetta di clienti affezionati ai negozi fisici ma bisogna dire che anche l’indifferenza della politica ci ha messo indubbiamente del suo. Di seguito i grandi nomi delle aziende in crisi, come riporta un articolo de La Repubblica.

Le grandi aziende che rischiano la chiusura a causa dell’e-commerce

Tra i nomi noti, su tutti, spicca Trony; a rischio ci sono 35 negozi a serio pericolo fallimento in Puglia, Basilicata, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Oltre 450 lavoratori sono interessati dalla procedura di licenziamento collettivo. Si attende un incontro al Mise entro qualche settimana per valutare la situazione. Anche il gruppo Mediamarket, ossia Mediaworld e Saturn, stanno vivendo un periodo di forte crisi. Sono già stati chiusi i punti vendita di Grosseto e Milano stazione Centrale e per i lavoratori sono stati anche soppressi alcuni bonus come la maggiorazione economica del 90% per il lavoro domenicale e il bonus presenza.

Crisi Trony, Mediaworld e Euronics: 10mila lavoratori a rischio

Crisi nera anche per Auchan, che al momento ha chiuso i punti vendita a Napoli Argine e Catania La Rena per circa 260 dipendenti. Per il gruppo francese si attende un incontro a maggio in modo da chiarire la situazione, ricordando che già lo scorso anno era stata avviata la procedura di licenziamento collettivo per 1.400 dipendenti. Tra i grandi nomi del commercio al dettaglio che si trovano in un momento critico c’è anche Toudì per cui ha preso il via una procedura di trasferimento di 61 punti vendita in Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia e Piemonte. Situazione simile per Dico che è in attesa di conferme sul piano concordatario in merito alla cessione della rete.

Il caso Valtur

In crisi anche le celebri catena di profumeria La Gardenia e Llg in Limoni che si fonderanno con Douglas prevedendo così la chiusura di 26 punti vendita. Situazione negativa anche per Mercatone Uno in amministrazione straordinaria da 3 anni ma un prossimo incontro potrebbe aprire le porte alla continuità aziendale. Procedura di licenziamento collettivo e contratto di solidarietà per i punti vendita di Novara per quanto riguarda Conbipel. Tra le grandi aziende in crisi anche Md e Maury’s a Latina, Fondi e Terracina, dove i contratti a tempo indeterminato sono stati trasformati a tempo determinato. Situazione al limite anche per la Valtur con 108 dipendenti a tempo indeterminato in pericolo e la chiusura di 11 villaggi.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia