Economia USA, quali dati guarderanno oggi gli analisti e perché?

Attenzione ai dati sul lavoro, la disoccupazione e i salari orari di oggi diffusi negli USA per il mese di marzo. Da questi dipenderà il rialzo dei tassi a giugno.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Attenzione ai dati sul lavoro, la disoccupazione e i salari orari di oggi diffusi negli USA per il mese di marzo. Da questi dipenderà il rialzo dei tassi a giugno.

Questo pomeriggio, il Dipartimento del Lavoro USA divulgherà i dati sui nuovi posti di lavoro creati nel mese di marzo, sulle variazioni dei salari orari e sul tasso di disoccupazione. Sono molto attesi, perché siamo a un punto di svolta per la politica monetaria americana: o la Federal Reserve ritiene che l’economia americana sia abbastanza solida da sostenere un rialzo dei tassi – il primo dal 2006 – oppure si decide a rinviare la stretta, temendo che questa possa influire negativamente sulla ripresa, provocando un contraccolpo ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle imprese, nonché rafforzando forse ulteriormente il dollaro con ripercussioni negative sulle esportazioni. A febbraio sono stati creati 295 mila posti di lavoro nel settore privato non agricolo. Secondo gli analisti interpellati da Bloomberg, il dato di marzo potrebbe attestarsi a +245 mila, ovvero per il dodicesimo mese consecutivo al di sopra della soglia dei 200 mila. Sarebbe un rallentamento rispetto al mese precedente, ma il ritmo rimarrebbe sostenuto. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 5,5%.   APPROFONDISCI – Il rialzo dei tassi USA si avvicina dopo i dati di oggi sui sussidi e il deficit commerciale  

Occupazione USA all’attenzione della Fed

Va da sé che se a marzo si registrasse un’accelerazione dei nuovi posti creati, la Fed dovrebbe prendere atto che la ripresa del mercato del lavoro appare solida e il rialzo dei tassi a giugno sarebbe quasi scontato. Lo stesso dicasi se il dato rimarrà ben al di sopra delle 200 mila unità, mentre se dovesse scendere sotto tale soglia, l’istituto si troverà dinnanzi a una scelta più problematica, perché si esporrebbe alle critiche e ai dubbi di quanti, anche nel board, riterrebbero poco opportuno l’avvio di una stretta monetaria nei prossimi mesi. In realtà, il governatore Janet Yellen ribadisce sin dal suo esordio come governatore che non guarda al solo dato sulla disoccupazione per verificare la solidità del mercato del lavoro in America, ma a un insieme di dati. Uno di questi è il tasso di occupazione. In sostanza, la percentuale dei disoccupati in questi anni è scesa dal 10% di 5 anni fa al 5,5% attuale, ma in parte anche perché sono diminuiti coloro che cercano un posto di lavoro, a causa della sfiducia nel poterlo trovare.   APPROFONDISCI – Tassi USA, le nuove previsioni dopo i dati sulla disoccupazione di febbraio   Infine, sarà doppiamente importante verificare quale sarà la crescita media del salario orario a marzo. Da oltre 5 anni a questa parte, essa si attesta mediamente intorno al 2% su base annua, una variazione probabile anche per il mese scorso. La crescita dei salari è uno dei dati più monitorati dalla Yellen, che esplicitamente ha dichiarato al Congresso USA a febbraio che non ci sarà un rialzo dei tassi, se i segnali restano deboli su questo fronte. Infatti, salari più alti si traducono in maggiori consumi, che rappresentano i due terzi del pil americano, quindi, stimolano la crescita dell’economia USA. Ma una crescita più robusta dei salari significa anche maggiori pressioni inflazionistiche. E’ evidente che man mano che il tasso di disoccupazione si riduce e che la forza-lavoro disponibile sul mercato si assottiglia, i salari tendano ad accelerare il loro ritmo di crescita. Un segnale positivo è arrivato in tal senso proprio ieri dalla catena di fast-food MacDonald’s, che ha annunciato un aumento del 10% del salario minimo orario da luglio per 90 mila suoi dipendenti.   APPROFONDISCI – Tassi Fed, cosa cambia dopo le parole di Yellen al Congresso USA  

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Argomenti: Fed