Lavoro, non solo stipendi: 5 motivi per cambiare posto, 3 per restare

Un approfondimento sui 5 motivi per cui gli italiani cambierebbero posto di lavoro e sui 3 motivi per cui invece resterebbero.

di , pubblicato il
Un approfondimento sui 5 motivi per cui gli italiani cambierebbero posto di lavoro e sui 3 motivi per cui invece resterebbero.

Il quotidiano Repubblica ha di recente pubblicato un nuovo interessante approfondimento sul rapporto Salary Satisfaction redatto dall’Osservatorio JobPricing, di cui vi avevamo già dato conto alcuni giorni fa. Allo stato attuale, lo stipendio rimane la componente fondamentale per i lavoratori italiani. Più è alto, maggiori sono le possibilità per restare sul posto di lavoro o accettare la proposta di un’altra società.

Ci sono però anche altri fattori che influenzano i lavoratori italiani nelle loro scelte riguardo al posto di lavoro. A seguire un breve approfondimento sui 5 motivi per cui gli italiani cambierebbero posto di lavoro e sui 3 motivi per cui invece resterebbero.

5 motivi per cambiare posto di lavoro

Secondo quanto evidenziato dal Salary Satifasction 2019 dell’Osservatorio JobPricing, la retribuzione fissa (69 per cento) assume un valore fondamentale nella decisione di cambiare posto di lavoro. Come detto già nel paragrafo introduttivo, lo stipendio gioca un ruolo di primo piano.

Oltre a una questione prettamente remunerativa, gli italiani considerano molto importanti altri 4 fattori, per cui sarebbero disposti volentieri a cambiare posto di lavoro.

Dopo la retribuzione fissa, l’altro motivo predominante è la formazione / sviluppo di carriera, a testimonianza di quanto sia importante per i lavoratori italiani di oggi investire sulla propria professionalità. Tale aspetto pesa per un valore pari al 40 per cento, come evidenziato dal rapporto 2019 di Salary Satisfaction.

Con il 35 per cento, il terzo elemento che farebbe fare più di un pensiero ai lavoratori italiani sul proprio posto di lavoro è la retribuzione variabile individuale. Maggiori sono gli incentivi, più sono alte le possibilità che il lavoratore scelga un nuovo posto di lavoro rispetto a uno dove la retribuzione è destinata a restare la stessa.

La quarta e la quinta motivazione per cambiare posto di lavoro sono rispettivamente: flessibilità degli orari (32 per cento) e il contenuto del lavoro (31 per cento).

3 motivi per restare

Chi si trova bene in un posto di lavoro tende sempre a restare. Una conferma di ciò la si è avuta anche nel Salary Satisfaction di quest’anno, con il 48,7 per cento delle persone che ha messo al primo posto tra i principali motivi per restare in un posto di lavoro le relazioni interpersonali positive.

Al secondo posto, con il 42,1 per cento c’è l’ambiente fisico di lavoro, vale a dire la posizione geografica della sede in cui si lavora.

Terzo elemento la flessibilità oraria, che dunque risulta fondamentale anche per chi sceglie di restare fedele al proprio posto di lavoro.

Leggi anche: Stipendi, lavoratori italiani eternamente insoddisfatti: il rapporto che fa riflettere

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,
>