Lavoro in Italia, un caso emblematico: ecco perché aumentano gli occupati ma peggiora la qualità

Sono cresciuti i contratti part-time o quelli a tempo determinato 'involontario', una situazione che appare anche paradossale.

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Sono cresciuti i contratti part-time o quelli a tempo determinato 'involontario', una situazione che appare anche paradossale.

Aumentano gli occupati ma anche la crescita del part-time e dei contratti a termine, situazioni che non di rado sono involontarie e che raffigurano un mercato del lavoro di bassa qualità. 

Aumenta la bassa qualità nel mercato del lavoro 

Secondo uno studio della Cgil, realizzato dalla fondazione Di Vittorio, l’occupazione italiana di per sé è in positivo ma è la qualità a risultare scadente soprattutto guardando ai tipi di contratti.

Lo studio ha confrontato i dati del secondo trimestre del 2019 con quelli del 2018: è emerso che il numero di lavoratori è anche cresciuto ma a diminuire sono le ore lavorate e la qualità stessa del lavoro. In poche parole sono cresciuti i contratti part-time o quelli a tempo determinato ‘involontario’, una situazione che appare anche paradossale e che “viene utilizzato da una parte di imprese ai fini di competitività di costo e fa crescere la quota di lavoro povero nell’occupazione“.

Il problema del part time involontario

Il confronto con l’anno precedente appare lampante. Da un lato, infatti, guardando al secondo trimestre del 2019, il numero di occupati ha superato le 283mila unità ma a diminuire in maniera abbastanza drastica sono stati i dipendenti full-time a tempo indeterminato mentre si è registrato un aumento dei lavoratori part time (+732mila a tempo indeterminato). Dati negativi anche per gli indipendenti. 

Il rapporto puntualizza anche che la cattiva qualità dell’occupazione italiana è accompagnata da una sorta di involontarietà: rispetto all’Eurozona il numero di lavoratori part time è minore ma il dato evidente è che nel nostro paese sono maggiori gli occupati part time involontari ossia che non hanno deciso di aderire a questa modalità. Anche riguardo la retribuzione media subiamo una penalizzazione. Secondo il report della Cgil  “la minore retribuzione oraria con più ore lavorate e il maggior utilizzo nelle fasce centrali dell’occupazione sono una parte della spiegazione dell’alto tasso di part-time involontario in Italia”. 

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