Lavoro: i casi di Deutsche Bank e Mercatone Uno, migliaia di posti a rischio

Deutsche Bank taglierà 7mila posti di lavoro nel mondo, a rischio i lavoratori anche di Mercatone Uno.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Deutsche Bank taglierà 7mila posti di lavoro nel mondo, a rischio i lavoratori anche di Mercatone Uno.

Crisi nera per il mercato del lavoro. Deutsche Bank ha annunciato l’intenzione di voler tagliere 7mila posti di lavoro in tutto il mondo. Attualmente il gruppo conta 97mila dipendenti, si tratta quindi di un taglio importante per la banca tedesca. Una decisione presa dal nuovo Ceo, Christian Sewing, secondo il Wall Street Journal che parla anche di un progetto di ritirata del gruppo soprattutto dagli Usa, Africa, Medio Oriente ed Europa Centrale. A non passarsela bene, e stavolta parliamo soltanto del nostro paese, è anche Mercatone Uno, che ha appena annunciato la vendita di parecchi negozi con la conseguenza che un lavoratore su tre sarà a rischio. 

La crisi di Deutsche Bank

Deutsche Bank vuole tagliare 7mila posti di lavoro, una crisi che riguarda tutte le attività del gruppo e necessario per diminuire i costi nonché salvaguardare la redditività. La situazione della banca tedesca non è florida da tempo: le azioni hanno perso il 32% del valore e il gruppo ha registrato una perdita di 512 milioni. La causa a quanto pare è un mix di fattori tra cui  la riforma fiscale di Trump e grosse operazioni di trading. Per adesso non sono stati resi noti i nomi dei paesi in cui avverrà il taglio, anche se, a quanto sembra, dovrebbe trattarsi di una decisione a livello globale. I settori più colpiti sono invece quelli della vendita di prodotti finanziari e di investimento. Già il predecessore di Sewing, John Cryan, aveva chiuso 200 filiali in Germania ed eliminato 9mila posti in tutto il mondo. Se ne saprà di più oggi pomeriggio quando andrà in scena l’assemblea degli azionisti a Francorforte.

Il caso Mercatone Uno

Crisi, forse ancora più nera, per Mercatone Uno che è già in amministrazione straordinaria dall’aprile 2015. A rischiare il posto, secondo quanto scrive Il Resto del Carlino, sono un lavoratore su tre, senza contare quelli per cui l’unica prospettiva sarà un contratto part-time. Per lo storico gruppo si parla di 68 punti vendita salvi e più di 2mila lavoratori che potranno continuare a mantenere il posto. Dopo 3 anni di amministrazione straordinaria, per mercatone Uno si parla di vendita tramite due soggetti: Cosmo, che detiene i negozi Globo e che ne rileverà 13 punti vendita e Shernon Holding srl, società detenuta al 100% dalla Star Alliance Limited, con sede a Malta. Mentre si attende di conoscere più da vicino il destino dei lavoratori, sono stati resi noti i negozi che saranno ceduti e passeranno a Cosmo ossia quelli di Altopascio (Lucca), Biella, Castelfranco Veneto (Treviso), Colle Val d’Elsa (Siena), Genova, Lucca, Misterbianco (Catania), Palermo, Parma, Pieve Fissiraga (Lodi), Tavernerio (Como), Castelfranco Emilia (Modena) e Cerasolo di Coriano (Rimini) per 196 lavoratori.

Al gruppo Shernon invece andranno i negozi di Calenzano (Firenze), Villafranca D’Asti, Francavilla Fontana (Brescia), Legnano (Milano), Occhiobello (Rovigo), Pessano con Bornago (Milano), Cesano Maderno (Monza Brianza), Bologna Navile, Rubiera (Reggio Emilia), San Cesario di Lecce, Civitanova (Macerata), Scerne di Pineto (Teramo), Capena (Rimini), Verdello (Bergamo), Noventa Padovana, Sambuceto (Chieti), Castagnato (Brescia), Carrè (Vicenza), Matino (Lecce), Surano (Lecce), Monsano (Ancona), San Michele all’Adige (Trento), San Giorgio di Piano, Pombia (Novara), Serravalle Scrivia (Alessandria), Ferrara, Colonnella (Teramo), Gravellona Toce (Verbania), Rottofreno (Piacenza), Rimini, San Giuseppe di Comacchio (Ferrara), Caltignaga (Novara), Monfalcone (Gorizia), San Giuseppe di Legnago (Verona), Pesaro, Beinasco (Torino), Villanova di Albenga (Savona), Sacile (Pordenone), Terlizzi (Bari), Bari, Preglia di Crevoladossola (Verbania), Madignano (Cremona), Monterosi (Viterbo), Russi (Ravenna), Mesola (Ferrara), Trecate (Novara), Roma, Bertinoro (Forlì-Cesena), Pavia, Magione (Perugia), Navacchio di Cascina (Pistoia), Romagnano Sesia (Novara), Arzano (Napoli), Mappano di Caselle (Torino), Reana del Rojale (Udine). In questo caso si parla di 1.867 lavoratori.

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Argomenti: Economia Italia

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