Lavoro, giovani autonomi solo a 40 anni. E Poletti consiglia il calcetto per trovare occupazione

Nel 2020 ai ragazzi italiani serviranno 18 anni per diventare autonomi economicamente. E ieri l'ultima gaffe su giovani e lavoro ha visto protagonista il ministro Poletti che consiglia il calcetto per trovare lavoro

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Nel 2020 ai ragazzi italiani serviranno 18 anni per diventare autonomi economicamente. E ieri l'ultima gaffe su giovani e lavoro ha visto protagonista il ministro Poletti che consiglia il calcetto per trovare lavoro

Per i giovani italiani, quella di Giuliano Poletti che consiglia il calcetto piuttosto che trovare un lavoro mandando un curriculum è solo l’ultima di una serie di bacchettate ‘poco felici’. La frase pronunciata dal ministro del Lavoro, a Bologna nell’ambito di un incontro sulle strategie per trovare un impiego, ha innescato inevitabili polemiche tanto da costringerlo a fare un passo indietro per spiegare che quella del calcetto era soltanto una metafora.

“E’ una stupidaggine sintetizzare in una riga due ore di dialogo con i ragazzi – ha precisato il ministro a margine di un evento alla Luiss di Roma – Questo è il senso delle cose, che io credo sia profondamente vero: vale molto il sapere e vale molto l’essere”.

Giovani e lavoro, il rapporto

Quando si parla di giovani e lavoro ultimamente non c’è da stare tranquilli. E le parole del ministro Poletti, per l’appunto, sono arrivate qualche giorno dopo uno studio presentato dalla Fondazione Bruno Visentini all’Università Luiss di Roma. Stando al rapporto, i giovani italiani sono sempre meno indipendenti e il tempo per raggiungere una stabilità, lavorativa ed economica, si allunga sempre di più. Se nel 2004 ad un ventenne bastavano dieci anni per costruirsi una vita autonoma, nel 2020 ne serviranno 18.

Che cosa significa? Di fatto un giovane ‘diventerà grande’ soltanto a quarant’anni. E questa soglia è destinata ad alzarsi ancora, perché, secondo le stime della Fondazione, nel 2030 si conquisterà una vera e propria autonomia a cinquant’anni. I giovani italiani, dunque, risultano più svantaggiati di qualche anno fa. Ma non solo nel nostro Paese. Anche in Europa dove il Bel Paese, seguita dalla Grecia, si piazza al penultimo posto nell’indice europeo di equità intergenerazionale.

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