Lavoro e welfare aziendale: stipendi più bassi e si lavora di più, la fotografia del Censis

Retribuzioni più basse, si lavora di più e con maggior intensità, aumentano disparità. Ecco il rapporto del Censis.

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Fuga cervelli

Un altro rapporto sul mondo del lavoro in Italia raffigura un paese in cui si creano sempre meno posti di lavoro ma aumenta l’intensità produttiva. Questo significa diseguaglianze e retribuzioni sempre più inferiori. Questo è il risultato del 2° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale.

Aumentano disparità

In Italia ci sono sempre meno posti di lavoro ma aumentano le disparità tra operai, impiegati e dirigenti. Per i giovani gli sbocchi lavorativi sono perlopiù legati a posti da camerieri o commessi mentre nel settore pubblico lavora maggiormente personale ‘più vecchio’. Il rapporto non è lusinghiero. Negli ultimi 10 anni, infatti, gli occupati italiani sono scesi dello 0,3% in confronto al numero di occupati in Germania, Francia e Regno Unito che sono saliti mediamente del +8,2%, +4,1% e +7,6%. Anche la media europea è certamente più alta. La situazione italiana appare sempre drammatica ed emerge la spaccatura tra il Sud e il resto dell’Italia. Nelle regioni meridionali, infatti, il tasso di occupazione è al 34,3% contro il 47,4% del Centro, il 49,7% del Nord-Ovest e il 51,1%  del Nord Est.

Le differenze tra giovani e over 55

Nell’indagine si fa leva anche sul cambiamento avvenuto negli ultimi anni. Un tempo i giovani trovavano subito uno sbocco lavorativo adeguato mentre ad oggi, con un popolo di lavoratori anziani e sempre lontani dalla pensione, il numero è letteralmente sceso. Nel 1997 i giovani tra 15 e 34 anni rappresentavano il 39,6% degli occupati, 20 anni dopo, nel 2007, sono scesi al 22,1%. Al contrario gli over 55 che erano 20 anni fa al 10,8% oggi sono al 20,4%. Insomma lavorano di più. L’indagine mette in luce che gli over 55 sono maggiormente presenti nel pubblico impiego, settore istruzione, sanità e servizi sociali al contrario i giovani fanno i camerieri o i commessi, la loro presenza è forte nel settore alberghiero e commercio.

Le retribuzioni

Anche quando si parla di retribuzioni il discorso diventa allarmante. Mentre i dirigenti possiedono un salario medio alto, operai e impiegati hanno visto scendere del 2,6% e 2,7% il reddito individuale mentre quello dei dirigenti è aumentato del 9,4%. Rispetto a 20 anni il salario di operai e impiegati è letteralmente sceso rispetto a quello dei dirigenti.

Si lavora sempre di più

Aumenta anche il super lavoro. Negli anni è aumentata l’intensità lavorativa ma alla stessa retribuzione. Chi lavora lamenta orari più lunghi e intensità maggiore. Basti pensare ai 4 milioni che lavorano domenica e nei giorni festivi, i 2 milioni che lavorano di notte e i 4 milioni che lavorano di più senza percepire straordinari. Tutto ciò incide negativamente sulla salute. Sono più di 5 milioni i lavoratori che soffrono di ansia, depressione, spossatezza, mal di testa, insonnia, attacchi di panico causati dal lavoro, altrettanti non hanno tempo da dedicare al riposo e al tempo libero e vivono contrasti familiari a causa del troppo lavoro. Un quadro che non fa davvero onore al nostro paese.

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