Lavoro e robot: perché i giovani rischiano di essere sostituiti

Lavoro, robot e il futuro del mercato: quanto sarà importante per i giovani di oggi.

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Lavoro, robot e il futuro del mercato: quanto sarà importante per i giovani di oggi.

Si è parlato molto spesso di lavoro e di robot, di come l’intelligenza artificiale potrebbe sostituire il lavoro dell’uomo causando perdite importanti. Non sono mai mancate le conferme in tal senso. E’ vero che la rivoluzione digitale è già iniziata e che nei prossimi anni il ruolo dei robot nelle grandi industrie diventerà sempre più importante ma se da un lato andranno a sparire quei lavori a bassa qualifica o ritenuti ridondanti, altri saranno creati. Dunque si tratta di una verità a metà. 

Anche i giovani a rischio sostituzione, non solo gli over 50

Di recente, un rapporto sul legame tra automazione e invecchiamento delle popolazione in età lavorativa, svolto dalla società di consulenza Mercer e Oliver Wyman, sembrava dimostrare come a rischio sostituzione fossero in particolare gli over 50 a causa di programmi di formazione consoni. L’Italia era uno dei paesi in cui soggetti tra 50 e 64 anni risultavano facilmente sostituibili considerando anche questa fascia è quella che nel 58% dei casi svolgeva lavori automatizzati. Lo stesso studio, poi, in un aggiornamento, ha in parte rivisto la tesi considerando anche i giovani. Anche la fascia di età 25-49 anni è a rischio, soprattutto quando si parla di richiesta di lavori ad alta competenza. Il motivo è semplice poiché il rischio sostituzione è strettamente legato a quei lavori che richiedono competenze limitate.

Bisogna investire sulla professionalità

 A spiegarlo è stato Giovanni Viani, Market Leader di Oliver Wyman per il Sud-Est Europa, a La Nuvola de Il Corriere: “questi dati confermano quanto emerso più in generale nello studio e cioè che in realtà la sostituzione sia più alta laddove i lavori svolti sono più semplici e non ci sono forti investimenti in formazione continua e ricerca e sviluppo.

 In Italia poi c’è una condizione particolare e riguarda i ruoli ricoperti in base all’età: se prendiamo infatti la Germania scopriamo che il 41% dei giovani ricopre ruoli di management/tecnici. In Italia invece solo il 32% dei giovani è impiegato in ruoli manageriali/tecnici, mentre la percentuale è più elevata negli over. Di converso i giovani italiani sono più esposti a lavori a bassa competenze, vale a dire quella che è più facile automatizzare”.

Emerge quindi la necessità di investire sempre più in ricerca e sviluppo, nella formazione scolastica, come abbiamo più volte visto in recenti articoli in cui alcune aziende sembravano impossibilitate a trovare personale da assumere per mancanza di competenze. Ne abbiamo parlato di recente anche negli articoli Lavoro futuro, robot e intelligenza artificiale: perché i lavoratori non temono il cambiamento

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