Lavoro e robot: l’automazione colpirà anche le classi medie

Come i robot cambieranno il mondo del lavoro anche per le classi medie.

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Lavoro e robot

Si parla molto dei robot e di come l’automazione cambierà il mondo del lavoro. O sarebbe meglio dire alcune delle mansioni meno qualificate. A rimetterci saranno infatti quei lavori che ad oggi potrebbero svolgere tranquillamente le macchine. 

Le figure a rischio

Secondo una ricerca pubblicata su Voxeu.org da Michael Koch, come riporta Repubblica in un recente articolo, entro il 2020 ci saranno 3 milioni di robot, solo in Italia uno ogni 500 addetti. Un numero sicuramente impressionante e destinato a crescere con ripercussioni certe nelle industrie. Dalla ricerca è emerso che le industrie che hanno puntato fortemente sull’automazione hanno aumentato la produttività e l’occupazione è salita del 50% contro quelle aziende che, invece, non hanno ancora investito nei robot, dove è stato notato un calo.

A rimetterci saranno alcune mansioni come i cassieri, i lavoratori dei call center e persino gli autisti. Basti pensare alla diffusione delle casse automatiche nei supermercati sulla scia di Amazon e di altri colossi oppure gli operatori dei call center che in un futuro non troppo lontano potrebbero essere sostituiti dagli assistenti digitali.

36 milioni di posti di lavoro

In realtà potrebbero essere moltissimi quei lavori che presto o tardi saranno sostituiti dall’automazione, soltanto negli Usa potrebbero essere 36 milioni di posti di lavoro molti dei quali appartenenti alla classe media e con redditi medi. Se fino ad oggi si è pensato che soltanto alcune mansioni più umili potrebbero venir sostituite dai robot, le ricerche hanno dimostrato che anche i programmatori di computer, i costruttori di architettura di un network informatico solo per fare alcuni esempi, potrebbero avere un futuro digitale. 

Ovviamente si torna allo stesso punto: alcuni lavori cambieranno con l’arrivo dei robot, altri scompariranno del tutto ma nasceranno altre professioni legate strettamente all’automazione, quindi robot non è assolutamente sinonimo di disoccupazione.

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