Lavoro e robot: ecco perché l’87% delle imprese assumerà nuove figure

Nonostante l'avvento dei robot la maggior parte delle aziende assumeranno lavoratori "umani".

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Nonostante l'avvento dei robot la maggior parte delle aziende assumeranno lavoratori

Si parla ormai molto spesso del futuro del mercato del lavoro e dei robot. La tesi secondo cui l’intelligenza artificiale ruberà tutti, o molti, posti di lavoro è fantasiosa. La realtà è ben diversa. E’ vero che i robot determineranno la nascita di nuove figure a discapito di altre posizioni manuali e a bassa qualifica, che sicuramente andranno a sparire con il tempo, ma quello che è certo è che le aziende manterranno i lavoratori umani.

Ecco perché i robot non minacceranno i posti di lavoro

Secondo una recente ricerca di ManpowerGroup su 19mila datori di lavoro, è emerso che l’87% delle aziende manterrà la sua forza lavoro nonostante l’introduzione dell’intelligenza artificiale. Sempre secondo la ricerca in oggetto, è emerso che l’84% dei lavoratori ha intenzione di favorire misure per lo sviluppo di nuove competenze per i propri dipendenti. Il messaggio sembra chiaro visto che, molto spesso, si parla di aziende che non trovano personale a causa della mancanza di competenze tecniche. Come sostiene Riccardo Barberis, amministratore delegato di ManpowerGroup Italia, “dobbiamo sfatare il mito dei robot come minaccia dei lavoratori. La responsabilità è individuare le migliori soluzioni per integrare il lavoro umano con quello delle macchine. Per questo diventa sempre più importante attrarre e scegliere i talenti in possesso delle competenze soft più adatte e che siano in grado di valorizzare il lavoro delle macchine». Queste le parole riportate anche in un recente articolo de Il Sole 24 Ore.

Si punterà tutto sull’innovazione

Interessanti anche le parole ad askanews: “La nostra ricerca, fatta su oltre 20mila imprese in 44 Paesi, indica chiaramente che oltre il 90% delle imprese non prevede di diminuire la propria forza lavoro, bensì di mantenerla o aumentarla, proprio perché il vero tema non è che i robot sostituiranno le persone, ma è quali sono le competenze che servono e quindi come l’innovazione può essere seguita da un’innovazione delle competenze”.

Se i robot sicuramente non ruberanno il lavoro agli umani è però vero che, entro il 2030, le ricerche di lavoro verteranno maggiormente su skills sociali ed emotive, ecco perché sarà fondamentale puntare su strumenti come assessment, big data e analisi predittiva della performance. Si può dire, in sostanza, che i robot affiancheranno i lavoratori ma serviranno appunto competenze sempre più mirate.

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