Lavoro e disoccupazione: perché il tasso è sceso ma sempre più laureati italiani vanno all’estero

Sembra leggermente sceso il tasso di disoccupazione ma intanto i laureati in fuga sono sempre di più e molte persone hanno rinunciato a cercare lavoro.

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Sembra leggermente sceso il tasso di disoccupazione ma intanto i laureati in fuga sono sempre di più e molte persone hanno rinunciato a cercare lavoro.

Gli ultimi dati sul tasso di disoccupazione mostrano che a novembre è sceso del 10,5%,  calando di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno prima. Stessa sorte per quanto riguarda il tasso di disoccupazione giovanile, sceso al 31,6%.

Diminuiscono le persone che cercano lavoro

Secondo i dati provvisori ad oggi i disoccupati sono 2 milioni 735mila. Torna a calare dopo due mesi di crescita, la stima delle persone in cerca di occupazione (-0,9%, pari a -25 mila unità).

Il calo si concentra prevalentemente tra le donne e le persone da 15 a 34 anni» ha osservato l’Istat, specificando che il calo della disoccupazione è legato all’aumento del tasso di inattività al 34,3%. In sostanza è diminuita la cifra di persone in cerca di occupazione mentre il tasso di occupazione è fermo al 58,6%, su base annua si stima una crescita di 99mila unità ma si tratta, come fa notare l’Istat, di aumenti che vanno ad interessare uomini e lavoratori a termine, nonché indipendenti mentre sono scesi di 68mila unità i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Come avevamo già fatto notare nell’articolo Lavoro e disoccupazione: ecco come è cambiato il mercato negli ultimi 10 anni, boom di precari sono aumentati i lavoratori over 50.

Nella pratica il fatto che siano calati i disoccupati o meglio il tasso di disoccupazione non va visto come un fattore del tutto positivo. La realtà è che molte persone hanno smesso di cercare lavoro.

Laureati in fuga

Un altro studio interessante ci riporta ai laureati italiani che hanno deciso di trasferirsi all’estero. Sono quasi 28mila quelli quelli che nel 2017 hanno fatto le valigie. I dati sono stati divulgati in un recente rapporto dell’Istat sulla sulla mobilità interna e le migrazioni internazionali della popolazione residente ripreso anche da Il Sole 24 Ore. Dal 2013 sono più di 244mila i giovani che hanno lasciato l’Italia per trasferirsi all’estero, la maggior parte dei quali laureati. La colpa è da attribuire al mercato del lavoro praticamente fermo ma anche dalla “nuova ottica di globalizzazione che spinge i giovani più qualificati a «investire il proprio talento nei Paesi esteri in cui sono maggiori le opportunità di carriera e di retribuzione”.

Il Regno Unito resta la destinazione preferita nonostante la Brexit seguita da Germania, Francia e Svizzera. Brasile, Stati Uniti, Canada, Australia ed Emirati Arabi sono invece i paesi extra Ue preferiti. Parlando in cifre si parla di 33 mila diplomati e 28 mila laureati che hanno deciso di lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero.

Oltre che all’estero, si è notata una forte mobilità territoriale dal Sud al Centro Nord. Si parla di 1 milione 174mila unità che hanno abbandonato le regioni meridionali per trasferirsi in quelle del Centro-Nord. Ad emigrare dal Sud verso Nord sono in particolare giovani tra 15 e 39 anni. Tra le regioni preferite si segnalano Emilia Romagna, Trentino Alto -Adige, Lombardia e Friuli -Venezia Giulia.

Leggi anche: Mercato del lavoro in crisi, disoccupazione al 10,6%: perchè si teme un futuro peggiore

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