Lavoro, donne e maternità: “Se fate figli vi aumento lo stipendio”, la rivoluzione di un imprenditore padovano

Un imprenditore stanzia fondo di 50mila euro per incentivare la natalità in azienda.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Un imprenditore stanzia fondo di 50mila euro per incentivare la natalità in azienda.

Nei servizi del telegiornale oppure sulle pagine di un quotidiano (cartaceo o online) siamo soliti ascoltare / leggere storie che hanno per protagoniste giovani lavoratrici, mandate a casa dal proprio datore di lavoro a seguito della maternità. Al giorno d’oggi, la piaga delle differenze di genere nell’ambito del lavoro è ancora tangibile nel nostro Paese. Qualcuno, però, la pensa diversamente. E non è un caso che la storia odierna sia tra le più condivise sui social nelle ultime ore. Forse c’è ancora la speranza di poter cambiare le cose. Forse, si può ancora credere in un futuro più equo.

Una piccola grande rivoluzione

“Fate figli? Vi aumento lo stipendio”. In sintesi, il concetto che sta alla base della strategia aziendale di un imprenditore padovano è rinchiuso in un’unica frase. Semplice, immediata, quanto rivoluzionaria. Di per sé, è già inusuale trovare in un’azienda di 10 persone 8 dipendenti donne. Se a questo si aggiunge la volontà di incrementare le buste paga in caso di nuovi figli, ecco che si è di fronte ad un’autentica rivoluzione moderna, un cambio di paradigma impensabile in tante realtà italiane del lavoro.

“Fare figli fa bene al lavoro”, è la conclusione a cui arriva l’imprenditore Luigi Sposato. Intervistato dai colleghi del quotidiano La Stampa, il numero uno di Eurointerim Spa, nota agenzia del lavoro, ha affermato: “Otto dipendenti su dieci qui sono donne. Tutte le volte che tornano dalla maternità – dichiara Sposato – io le vedo lavorare meglio, più felici e sicure. Fare figli fa bene al lavoro”. L’imprenditore vuole stanziare un fondo di 50mila euro, una sorta di fondo maternità che potrebbe aumentare qualora il progetto avrà successo. L’imprenditore ha raccontato al Mattino di Padova che “I 50.000 euro servono a favorire le famiglie dei dipendenti della nostra struttura e sarà data in media più di una mensilità di stipendio a chi avrà un figlio tra quest’anno e il prossimo”.

Dare il giusto riconoscimento alle risorse interne

Il concetto è chiaro: dare il giusto riconoscimento alle risorse interne, mettendole al centro del progetto. L’imprenditore padovano prosegue nel suo discorso spiegando: “Per Eurointerim è fondamentale l’attenzione verso le risorse umane e – chiarisce Sposato – la conciliazione dei tempi casa-lavoro, ai fini del miglioramento del clima aziendale e familiare”.

Infine, Luigi Sposato riserva un’ultima battuta: “Lo so cosa pensano i maligni. Ma io – conclude l’imprenditore – non credo che sia il tipo di contratto a favorire la ripresa dell’occupazione e neppure il precariato”.

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Argomenti: Economia Italia, salario minimo

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