Lavoro che non si trova: gli italiani non vogliono più fare i camerieri

La figura del cameriere appare sempre più bistrattata e le imprese non riescono a trovare personale stagionale.

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La figura del cameriere appare sempre più bistrattata e le imprese non riescono a trovare personale stagionale.

In Italia ci sono sempre meno persone che vogliono fare il cameriere. Nonostante il tarlo del lavoro, quando si parla di alcuni mestieri sembra esserci una sorta di rifiuto ad intraprendere tale professione.

Sempre meno camerieri

Secondo il presidente di Federalberghi Veneto e Confturismo Veneto, Marco Michielli, a Jesolo, a Caorle, a Bibione c’è una vera e propria emergenza di personale stagionale.

A riportare la notizia è Il Giornale che ha raccolto le parole del presidente di Federalberghi Veneto che ha spiegato come nonostante la paga di un cameriere vada da 1.300 euro al mese a 1.800 euro al mese sembra difficile trovare personale stagionale. Una situazione che non è soltanto in Veneto, a quanto pare, ma in tutta Italia e nelle località turistiche in particolare.

A spiegare la situazione è stato Marco Michielli che ha dichiarato a Il Giornale: “È un problema molto serio, una volta venivano anche i figli di papà a fare la stagione e adesso? Adesso non si sa per quale ideologia perversa è passato il concetto che fare il cameriere sia degradante. Fra i ragazzini di oggi è molto più chic dire faccio marketing o prendere il reddito di cittadinanza”.

Quando il lavoro c’è

Non è la prima volta che si parla della difficoltà delle imprese a trovare personale. L’ultimo caso, in ordine cronologico, era legato all’imprenditore che stava cercando un segretario a 1500 euro ma i giovani rifiutavano per l’orario.

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Secondo i dati dell’ufficio studi di FIPE-Confcommercio, nei ristoranti, soprattutto nel periodo estivo, serve personale  ma si fa fatica a trovarlo. Da un lato, infatti, mancano le candidature, dall’altro i profili sono inadeguati. Spesso, infatti, prevalgono inesperienza o la scarsa motivazione, o la scarsa disponibilità a fare straordinari.

Dall’altro lato è si vero che la figura del cameriere sembra soffrire di una scarsa popolarità nell’ultimo periodo, ma è anche vero che non di rado si tratta di un lavoro faticoso, i casi di sfruttamento non sono rari.

Il sito Tgcom24 aveva indagato sul caso di Rimini e si leggeva che “Gli straordinari non esistono. Le ore in più sono pagate rigorosamente in nero. Quando sono pagate. E anche i contratti stessi spesso sono irregolari: risultano part time, e il resto dello stipendio è, di nuovo, in nero. Ammesso che ci sia un contratto”. 

Insomma, la verità sta sempre nel mezzo.

 

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