Lavoro al Sud: disoccupati e precariato in aumento, 2019 anno nero?

Secondo le stime il prossimo anno potrebbe essere per molte regioni meridionali quello della grande paura.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Secondo le stime il prossimo anno potrebbe essere per molte regioni meridionali quello della grande paura.

La fotografia scattata dalla Svimez (associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) pone una seria riflessione sulle politiche di lavoro adottate dagli ultimi governi. In otto anni, il numero di famiglie con componenti disoccupati è duplicato, passando dalle 362 mila del 2010 alle 600 mila del 2018. L’altro dato allarmante riguarda il profondo rosso degli under 35, una delle categorie maggiormente colpite dalla crisi. Sono quasi 578 mila in meno gli occupati nella fascia di età compresa tra i 15 e 34 anni, se si prende in considerazione l’arco temporale che va dal 2010 al 2017.

Paradosso: Pil e occupazione crescono

Può sembrare un paradosso, ed in effetti lo è. Nonostante i numeri negativi appena elencati, la percentuale del Pil e quella dell’occupazione sono in aumento. La stima del Pil per il Mezzogiorno quest’anno è data intorno all’1 per cento, contro l’1,4 delle regioni del Nord. Se il dato relativo al prodotto interno lordo è in aumento gran parte del merito lo si deve agli investimenti fatti dai privati nell’ultimo triennio, dal 2015 al 2017. Oltre al Pil, cresce anche l’occupazione, a dispetto della contrazione degli occupati under 35. Ma quest’ultimo fenomeno riguarda quasi esclusivamente la fascia degli over 55, dove vi sono 470 mila occupati in più. Il lavoro, però, è sia poco retribuito che di bassa qualità.

2017, anno record per Calabria, Sardegna e Campania

Nel quadro fosco tratteggiato dall’associazione italiana privata senza fini di lucro Svimez, si segnalano tre regioni – Calabria, Sardegna e Campania – per il loro tasso di sviluppo, più alto rispetto a quello fatto registrare dalle altre “colleghe meridionali”. Anche in questo caso, l’occupazione è sì in crescita ma è debole e – soprattutto – precaria.

Incubo 2019

Secondo le stime riportate dall’Associazione Svimez, il prossimo anno (2019 ndr) potrebbe essere per molte regioni meridionali quello della grande paura. Dal +1,4 per cento fatto registrare nel 2017, nel 2019 il Pil dovrebbe subire una contrazione del 50 per cento, attestandosi allo 0,7 per cento.

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Argomenti: Economia Italia

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