Lavoro, addio ai contratti pirata: ecco come si calcoleranno gli aumenti

E' stato siglato un importante accordo tra Confindustria e le tre principali sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil sul futuro dei contratti di lavoro.

di Chiara Lanari, pubblicato il
E' stato siglato un importante accordo tra Confindustria e le tre principali sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil sul futuro dei contratti di lavoro.

Nelle ultime ore è stato siglato un importante accordo tra Confindustria e le tre principali sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil. L’intesa, dopo estenuanti trattative, verte sul futuro dei contratti di lavoro. Dunque, in attesa che si conosca la forza politica che guiderà il Paese nei prossimi anni, il cui nome si conoscerà soltanto il 5 marzo, dopo il voto di domenica, Cgil, Cisl e Uil, insieme a Confindustria, hanno deciso di anticipare i tempi, consapevoli come la tematica sia di estrema importanza e di grande interesse per tutto il Paese, dalle regioni del Nord a quelle del Sud.

I dettagli

Una delle novità più importanti dell’intesa che sarà ufficializzata il prossimo 9 marzo, nel pomeriggio, è rappresentata dalla lotta concreta contro i contratti pirata. In che modo? In accordo con Confindustria, Cgil, Cisl e Uil avvieranno la misurazione della rappresentatività per le imprese, in modo da arginare quel fenomeno che porta il datore di lavoro a proporre accordi basati su livelli di retribuzione più bassi rispetto a quelli previsti dal contratto collettivo nazionale. Resteranno, invece, i due livelli di contrattazione, una conferma gradita rispetto agli anni precedenti.

Sul tema si è espressa anche Annamaria Furlan su Twitter: “L’accordo tra Confindustria sindacati è un vero piano di sviluppo per il sistema -Paese. Un nuovo modello di relazioni industriali partecipative e stabili per alzare la produttività, con più salari, più formazione, più competenze per i lavoratori. Le parti sociali indicano al paese una strada condivisa e responsabile per favorire la crescita”.

Arriva il Trattamento economico complessivo

Un’altra novità è l’introduzione del Trattamento economico complessivo (TEC) e il Trattamento economico minimo (TEM). Riguardo quest’ultimo aspetto, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un’intesa per il calcolo degli aumenti delle retribuzioni per il singolo lavoratore nel prossimo futuro. La variazione dei minimi tabellari terrà conto delle variazioni registrate dall’indice dei prezzi al consumo studiato per i Paesi membri della Comunità europea. Il valore del TEM, infine, potrà essere modificato dal contratto collettivo nazionale di categoria.

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Argomenti: Economia Italia