Lavoro a tempo determinato: Italia più vicina all’Europa ma non è una bella notizia

In Italia i contratti a termine rappresentano il 15,5% dei contratti complessivi nel mondo del lavoro ma l'instabilità regna.

di Chiara Lanari, pubblicato il
In Italia i contratti a termine rappresentano il 15,5% dei contratti complessivi nel mondo del lavoro ma l'instabilità regna.
L’ascesa dei contratti a termine in Italia prosegue. Stando all’ultimo rapporto dell’Istat, il numero degli occupati a tempo determinato è aumento di 16 mila unità tra maggio e giugno di quest’anno, facendo registrare un rialzo di quasi 400 mila contratti rispetto allo stesso periodo del 2017. La crescita sotto questo punto di vista avvicina il nostro Paese all’Europa. Se nel Bel Paese i contratti a termine rappresentano il 15,5 per cento dei contratti complessivi nel mondo del lavoro, in Europa essi valgono in misura del 16 per cento. Si può dunque affermare che l’Italia ha quasi raggiunto l’Unione Europea. Questa, però, non è quella che può essere definita propriamente una bella notizia.

Il Sole 24 Ore: “Più vicini all’Europa, ma solo sull’instabilità”

Come chiarisce nel suo approfondimento Il Sole 24 Ore, l’Italia è sì più vicina agli altri Paesi dell’Unione Europea, ma esclusivamente in riferimento all’instabilità dei rapporti di lavoro. La differenza sostanziale tra il nostro Paese e gli altri risiede nel fatto che da noi manca la rete di protezione sociale presente, ad esempio, in nazioni come Francia e Danimarca.

Contratti a termine raddoppiati

Fornendo un dato concreto in numeri, il Sole 24 Ore ha evidenziato che se in Italia per un disoccupato si investe una spesa pari a 1.800 euro, in Francia si raggiunge una cifra di poco inferiore ai 7.500 euro. Se si prende come riferimento invece la percentuale di Pil investita in politiche attive, la Danimarca mette sul piatto quattro volte di più rispetto all’Italia, la Francia invece il doppio (0,5 il Bel Paese, l’1 per cento e 2 per cento rispettivamente la Francia e la Danimarca).
Fa riflettere, infine, un altro dato relativo alla percentuale dei contratti a termine. In vent’anni, dal 1998 al 2017, i contratti di lavoro a tempo determinato sono raddoppiati, passando dall’8,6 al 15,5 per cento.
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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia