Lavori futuri: le figure richieste e cosa cambierà tra 5 anni

Come potrebbe cambiare nei prossimi 5 anni il mercato del lavoro in Italia e quali opportunità per il futuro.

di , pubblicato il
Come potrebbe cambiare nei prossimi 5 anni il mercato del lavoro in Italia e quali opportunità per il futuro.

Il futuro del lavoro in Italia sembra segnato, nonostante il tasso di disoccupazione al 10,6% le opportunità future non mancano ma una delle poche certezze è che mancano invece le competenze. A rimetterci non solo i consumi ma anche la ripresa dell’economia, sempre più lenta.

Cosa potrebbe cambiare nei prossimi 5 anni

Grazie al rapporto Excelsior di Unioncamere e Anpal, presentato durante Job&Orienta, è emerso che nei prossimi 5 anni il fabbisogno occupazionale sarà tra 2,5 e 3,2 milioni di persone. Le aziende, insomma, hanno bisogno di forza lavoro ma non è tutto oro quel che luccica. Considerando le persone che andranno in pensione e la contrazione dei mercati, tra il 2019 e il 2023 dovrebbero aumentare le richieste di lavoro da parte di aziende e pubblica amministrazione. In base a questi dati, che possiamo anche definire ottimistici, la crescita economica e il turnover occupazionale genereranno nuovi posti di lavoro in vari settori. Tutto però dipenderà dalle tendenze del mercato e degli andamenti economici legati alla crescita del Pil a cui aggiungere le politiche economiche e l’andamento dell’export. Tutti questi fattori, messi insieme, potrebbero dare una spinta al mercato del lavoro. Il Nord sarà più interessato da questa possibile espansione mentre il settore privato dovrebbe primeggiare rispetto al pubblico.

Quali sono i lavori del futuro

I settori che promettono bene sono industria, commercio e costruzioni, seguiti da turismo, trasporti e servizi alle imprese. Proprio per quest’ultimo comparto si parla di 608mila e fino 699mila unità richieste. A trainare il mercato, come abbiamo già visto nel recente articolo (Disoccupazione: fino a 3 milioni di posti di lavoro nei prossimi 5 anni grazie alla rivoluzione digitale)  sarà il settore digitale.

Poche sorprese insomma. Il settore Digital Transformation ed Ecosostenibilità rappresenteranno il 30% del fabbisogno occupazionale, numeri non da poco. Per il settore ecosostenibilità, addirittura, parliamo di 480mila e fino 600mila richieste per figure quali esperti nella gestione dell’energia e nel marketing ambientale o installatore di impianti.

Secondo il rapporto in oggetto tra le figure richieste nel prossimo futuro spiccano anche quelle legate alla salute e alla cultura. Si parla di 323 mila o 357 mila lavori tipici quali medici, infermieri, fisioterapisti e tecnici di laboratorio oppure altre figure legate all’educazione come esperti in comunicazione e marketing dei beni culturali o docenti. La richiesta potrebbe arrivare a 194mila.

E non possiamo che arrivare ai numeri che riguardano la robotica. Insieme al settore digitale, anche quello legato alla meccatronica e robotica si evolverà molto andando ad occupare un posto importantissimo. Nei prossimi anni, con il diffondersi dei robot, è vero che andranno a sparire molte figure occupazionali ridondanti ma ne arriveranno di nuove: tecnici per la gestione e manutenzione ed uso di robot industriali, progettisti di impianti industriali, addetti alla programmazione di macchine. Sono solo alcuni dei lavori del futuro legati alla robotica che rivoluzioneranno il mercato. D’altronde è ormai da molto tempo che si parla di come molte aziende stiano pensando di affidarsi alle macchine e creare altre figure lavorative a discapito di altre che andranno a sparire. 

Leggi anche: Lavoro, rivoluzione robot: ecco chi sono gli italiani che rischiano di più e perché

Argomenti: ,