L’Australia non alza i tassi e schiva la crisi delle materie prime con il dollaro debole

L'Australia lascia i tassi invariati. Il mercato scommette su un nuovo taglio contro la crisi delle materie prime.

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L'Australia lascia i tassi invariati. Il mercato scommette su un nuovo taglio contro la crisi delle materie prime.

Il governatore della Reserve Bank of Australia, Glenn Stevens, ha annunciato di avere mantenuto invariati al 2% i tassi di riferimento per il quinto mese di fila. Quest’anno, la RBA li aveva tagliato 2 volte, a febbraio e a maggio, ma Stevens ha segnalato l’intenzione di alzarli più in là. Ciò ha apprezzato il dollaro australiano, che dopo l’annuncio si è portato a un cambio di 71,18 centesimi contro il biglietto verde da 70,83. I traders, tuttavia, continuano a stimare al 40% le probabilità di un nuovo taglio dei tassi entro il mese di dicembre. L’Australia sta affrontando abbastanza bene la tempesta che sta colpendo da mesi le economie produttrici di materie prime, i cui prezzi sono crollati ai minimi dal 2002. I 2 terzi delle sue esportazioni si basano sulle commodities e la Cina è il suo principale mercato di sbocco. Di fatto, è l’economia avanzata più dipendente dalla crescita cinese. Nonostante il taglio degli investimenti delle imprese del 23%, il pil è cresciuto del 2% annuo nel secondo trimestre, mentre la disoccupazione è al 6,2%. Negli ultimi 6 anni su 7, l’Australia è cresciuta meno della sua stessa media, tanto che l’FMI ha rivisto al ribasso la crescita potenziale del paese al 2,5% dal 3,25% precedente.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/laustralia-affronta-la-crisi-delle-materie-prime-ma-leconomia-e-solida/  

Timori su bolla immobiliare

I tassi sono ai minimi storici, ma questa politica monetaria ultra-accomodante ha sinora stimolato solo il comparto immobiliare, dove Stevens nota una continua crescita impetuosa dei prezzi nelle città di Sidney e Melbourne, anche se la situazione sarebbe più variegata altrove e pur sentendosi rassicurato dagli interventi di regolamentazione del settore, che dovrebbero evitare lo scoppio di una bolla. Per il resto, il governatore cita come fattori di criticità per l’economia australiana la crisi dei prezzi delle materie prime e il rallentamento della Cina.

Ma va detto che la debolezza del dollaro locale sembra avere quasi perfettamente schivato le conseguenze di questa crisi. Il cambio ha perso il 9% nel terzo trimestre, il calo più alto per una valuta avanzata, mentre le perdite sono pari al 25% su base annua, così come i prezzi delle materie prime. Di conseguenza, pur avendo introitato dalle esportazioni meno dollari USA, a causa del crollo delle quotazioni delle commodities sui mercati internazionali (sono quotate nella divisa americana), il più basso valore del dollaro locale ha incrementato i ricavi, annullando il tonfo dei prezzi. Resta lo spettro, però, di un calo delle quantità esportate verso la Cina, in particolare, cosa che il solo aggiustamento del cambio potrebbe di per sé non contrastare.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/laustralia-lascia-i-tassi-invariati-e-il-suo-dollaro-simpenna/    

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