Laurea che non c’è: in Italia soltanto il 4% delle persone ne ha una, la triste fotografia dell’Ocse

L’Ocse ha studiato il sistema relativo all’istruzione in Italia con risultati non troppo incoraggianti.

di Chiara Lanari, pubblicato il
L’Ocse  ha studiato il sistema relativo all’istruzione in Italia con risultati non troppo incoraggianti.

L’Ocse torna a fotografare l’Italia con il report Sguardo sull’Educazione, Education at a glance 2018, una panoramica del nostro paese sul sistema scolastico e universitario. Come sempre, l’Italia non spicca per brillantezza e sembra in ritardo anche su questo fronte anche se qualche segnale di ripresa sembra esserci.

L’Italia che non brilla

L’Ocse – l’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha studiato il sistema relativo all’istruzione nei vari paesi con il risultato che l’Italia sembra ancora arrancare. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti vari aspetti legati al sistema dell’istruzione con il risultato che nel nostro paese il livello scolastico è ancora indietro rispetto agli altri paesi. Tenendo conto degli individui tra 25 e 64 anni soltanto il 4% ha la laurea contro il 17% dei paesi Ocse. Dati ancora più preoccupanti se si pensa che su 100 giovani tra 25 e 34 anni soltanto 27 hanno una laurea contro i 44 di media europea. I maschi, addirittura, risultano ancora meno istruiti delle donne. Sempre in riferimento al nostro paese, sembra che i laureati occupati sono l’81% mentre la media europea è più alta, un numero che sembra andare a braccetto con il 25% di italiani che studiano e si aggiornano anche da adulti. Il sistema scolastico italiano appare tra i più equi ma nonostante tutto i bocciati sono troppi già alle scuole medie e ancor di più alle superiori (3% e 7%).

Un sistema che non premia

Dal report emerge anche che l’Italia spende meno di altri paesi per l’istruzione, si parla del 28% in meno. Mentre il tasso di scolarizzazione sembra quasi completo per i bambini di età compresa tra 5 e 14 anni, il sistema universitario arranca. Gli studenti italiani, ad esempio, spendono mediamente 1647 dollari di tasse ma raramente ricevono borse di studio o sussidi, mentre in alcuni paesi del Nord come la Finlandia, le tasse universitarie non si pagano ma gli studenti ricevono aiuti economici che ovviamente favorisce l’istruzione.

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Argomenti: Economia Italia