L’Argentina torna al passato, lo spettro dell’era Kirchner affossa i pesos

L'Argentina ha scelto ieri la coalizione peronista alle primarie e la dura sconfitta per la presidenza Macri lascia ritenere che la breve stagione delle riforme sia già finita.

di , pubblicato il
L'Argentina ha scelto ieri la coalizione peronista alle primarie e la dura sconfitta per la presidenza Macri lascia ritenere che la breve stagione delle riforme sia già finita.

La fine della breve stagione delle riforme in Argentina sarebbe imminente. Ieri, le elezioni primarie hanno decretato la dura sconfitta della coalizione di centro-destra capeggiata dal presidente Mauricio Macri, indietro di ben 15 punti rispetto a oltre il 47% ottenuto dai peronisti di Alberto Fernandez, che corre in tandem con l’ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner. Le elezioni vere si terranno il 24 ottobre e nel caso in cui nessuno tra i candidati alla presidenza ottenesse almeno il 45% o il 40% con un distacco di almeno 10 punti si andrà al ballottaggio dopo un mese.

Ad ogni modo, i mercati avevano messo sotto osservazione il dato di ieri, auspicando dal loro punto di vista o una (improbabile) vittoria di Macri o una sua sconfitta di misura.

Obbligazioni Argentina al test dei mercati sulle elezioni primarie

Invece, l’esito non lascia scampo: Macri ha straperso e per lui sarà molto difficile recuperare entro due mesi e mezzo. Dunque, all’orizzonte si profila il ritorno dei peronisti al potere dopo appena 4 anni. Ad averli rianimati sono le conseguenze della grave crisi economica e finanziaria che ha colpito l’Argentina sin dallo scorso anno, effetto delle riforme necessarie per risanare e stabilizzare l’economia emergente sudamericana dopo oltre un decennio di politiche scriteriate adottate proprio dai peronisti. A questo punto, però, la stagione delle riforme sarebbe di fatto finita, quando era appena iniziata.

Duri contraccolpi attesi sui mercati

Il cambio starebbe già collassando contro il dollaro. Stando alla piattaforma online Balanz, avrebbe perso già nella mattina di oggi (ora italiana) più del 5%, attestandosi a 48,50. Da quando Macri ha assunto la presidenza, il peso si è svalutato di oltre l’80%; dapprima, per via della liberalizzazione del tasso di cambio e dall’estate scorsa, a causa della tempesta valutaria seguita ai tentennamenti di governo e banca centrale rispettivamente sul fronte fiscale e monetario. Ciò ha contribuito ad alimentare un’inflazione ancora saldamente sopra il 50%, persino in accelerazione rispetto agli ultimi anni della presidenza Kirchner.

Nessuna ripresa dell’economia, anzi caduta nella recessione, inflazione e tassi d’interesse alle stelle, nuovo maxi-prestito del Fondo Monetario Internazionale per evitare il crac.

Insomma, i 4 anni di Macri sono andati in modo molto diverso da come i milioni di suoi (ex?) elettori li avevano immaginati e auspicati. A questo punto, si avvicina il ritorno al passato. E per i mercati non sarà uno spasso, né per la comunità internazionale, data la caratterizzazione fortemente anti-sistema e anti-americana dei peronisti negli anni successivi al default di fine 2001.

Argentina, rendimenti stellari sui titoli a breve e Macri si appella alla Fernandez

[email protected] 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,
>