L’agricoltura crea lavoro: è record dei lavoratori dipendenti nel 2012

La crisi economica sta favorendo il ritorno dei campi. Si tratta di una nuova agricoltura decisamente specializzata. Nel 2012 sono state create 57 mila aziende gestite dagli under 35. Il 56% degli under 30 ha un diploma e il 36,5% una laurea

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La crisi economica sta favorendo il ritorno dei campi. Si tratta di una nuova agricoltura decisamente specializzata. Nel 2012 sono state create 57 mila aziende gestite dagli under 35. Il 56% degli under 30 ha un diploma e il 36,5% una laurea

I numeri Coldiretti sul 2012 parlano chiaro. Mentre, a causa della crisi economica la disoccupazione in Italia, specie quella giovanile, ha raggiunto livelli preoccupanti, in agricoltura si registra un aumento record del numero dei lavoratori dipendenti. E a dispetto della leggenda, che vuole che si tratti di lavoro per gente poco qualificata e anziana, le cifre suggeriscono il contrario. Le aziende gestite dagli under 35 sono 57 mila, mentre tra chi ha meno di 30 anni, il 36,5% è laureato e il 56% ha un diploma. Il fatturato delle aziende agricole vale 7,3 miliardi, quasi mezzo punto del pil, record europeo.

Alla ricerca di un’opportunità di lavoro concreta e con prospettive, molti giovani stanno seriamente girando le spalle al mondo dei servizi e dell’industria in crisi, tornando ai campi, abbandonati in molti casi da almeno le due generazioni precedenti.

 

Lavorare in agricoltura: come aprire un’azienda agricola

Ma il consiglio degli esperti è di non improvvisare. Fare impresa agricola presuppone che si abbia un diploma coerente con il percorso professionale che s’intende portare avanti o, in alternativa, che si frequentino almeno corsi di formazione, al fine di conoscere le caratteristiche del prodotto, quanto il territorio in cui si vive possa offrire e le opportunità reali di sbocco.

Da un punto di vista burocratico, gli adempimenti da compiere per aprire un’impresa agricola sono i seguenti: apertura di una Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, iscrizione alla Camera di Commercio nella sezione speciale “Agricoltura”, iscrizione e dichiarazione all’Inps.

 

Finanziamenti aziende agricole: le strade da seguire

Conviene sempre farsi assistere da un commercialista, al fine anche di studiare un business plan, che eventualmente possa essere presentato per l’ottenimento di fondi regionali e/o europei.

Perché molteplici sono le possibilità di farsi finanziare investimenti e iniziative, purché si conoscano i canali a cui rivolgersi e come presentare una richiesta.

Ad esempio, Invitalia concede contributi a fondo perduto e mutui agevolati per incentivare l’imprenditorialità agricola in favore di società, cooperative di produzione, di lavoro, giovani imprenditori agricoli e cooperative sociali.

Gli aiuti riguardano gli investimenti atti a ridurre i costi produttivi, a migliorare e riconvertire la produzione e a tutela dell’ambiente generale; ai giovani imprenditori con meno di 40 anni di età, competenze acquisite e adeguate e che presentino un piano all’altezza; possono, altresì, essere finalizzati alla formazione degli agricoltori e dei loro collaboratori, al finanziamento di iniziative di divulgazione scientifica, a sostenere la pubblicazione dei cataloghi per i prodotti nelle regioni, all’organizzazione di fiere, mostre e congressi, all’apprendimento della legislazione in materia fiscale, legale e della pubblicità, alla sostituzione di uno o più collaboratori per malattia o per ferie.

Per questi interventi, il finanziamento massimo è di 100 mila euro e fino a tre anni. La singola impresa può, poi, ottenere finanziamenti massimi per 400 mila euro o 500 mila, se si trova in una zona svantaggiata.

Le società, i cui soci hanno prevalentemente un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, possono ottenere finanziamenti fino a un importo massimo di 2.582.000 euro, mentre i singoli agricoltori under 40 fino a 1.032.000 euro e, infine, le cooperative sociali fino a 516 mila euro per l’avviamento di nuove attività o 258 mila euro, qualora trattasi di sviluppo di attività già avviate.

Da non perdere di vista anche i numerosi bandi regionali e dell’Unione Europea, che spesso finanziano e agevolano, specie nelle aree economiche più depresse del nostro Paese, l’avvio e lo sviluppo di attività agricole, in particolare, se riferite a giovani e donne.

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