L’accordo tra TIM e Mediaset preannuncia la fusione o Berlusconi venderà ai francesi?

Che Silvio Berlusconi prima o poi voglia vendere Mediaset? Il dubbio, per quanto incredibile che possa apparire, avrebbe un suo fondamento. E qualche segnale vi sarebbe.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Che Silvio Berlusconi prima o poi voglia vendere Mediaset? Il dubbio, per quanto incredibile che possa apparire, avrebbe un suo fondamento. E qualche segnale vi sarebbe.

Sarà un caso, ma a distanza di 6 giorni dallo storico ribaltone in assemblea degli azionisti di TIM, che ha portato Elliott a controllare la maggioranza del cda, spodestando la francese Vivendi dal controllo, Mediaset ha annunciato di avere stretto un accordo con la compagnia telefonica sui contenuti. Gli 1,5 milioni di abbonati a TIM Vision potranno, infatti, visualizzare anche i canali free-to-air di Cologno Monzese, ovvero quelli in chiaro: Canale 5, Italia 1, Rete 4, nonché i canali telematici free Iris, La 5, Mediaset Extra, Italia 2, Top Crime, TgCom 24 e il nuovo Focus, che debutterà a metà maggio sul canale 35, al posto di Italia 2, che a sua volta sloggia al canale 120. L’accordo consentirà a Mediaset di incassare 40 milioni di euro in 3 anni, cifra affatto considerevole, considerando il fatturato annuo da 3,5 miliardi del gruppo televisivo, ma si tratta di un passo inedito, che apre la strada alla possibilità che lo schema venga ripetuto con altri operatori, tra cui Sky. Con il gruppo di Rupert Murdoch è già in corso un’intesa per lo scambio di contenuti con la controllata Premium, sulla quale i britannici posseggono anche un’opzione di acquisto, da esercitare tra ottobre e novembre.

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Ma l’accordo tra TIM e Mediaset appare importante sotto il profilo “politico”, inteso in senso lato. Esso potrebbe aprire le porte a una fusione tra le due società, ovviamente dopo che la compagnia avrà scorporato la rete dai servizi, operazione che subirà un’accelerazione proprio dopo la vittoria di Elliott, che punta allo “spin-off”. Tuttavia, gli analisti non si spiegano quale valore ne ricaverebbero i due soggetti, mentre più sensata apparirebbe un’integrazione di Mediaset con un operatore editoriale come Sky. Già nelle scorse settimane si era speculato che dietro al fondo attivista americano vi fosse Silvio Berlusconi, che con Elliott ha stretto un’intesa lo scorso anno e che ha sbloccato la cessione del Milan al magnate cinese Yonghong Li, passata per un prestito complessivo di 303 milioni a quest’ultimo e in scadenza nell’ottobre prossimo. Grazie a Elliott, se fosse vero il sospetto di più di uno, l’ex premier avrebbe fatto cacciare Vivendi da TIM, ovvero l’ex amico Vincent Bolloré, che nel 2016 ha cercato di soffiargli Mediaset da sotto il naso e dopo avere indietreggiato sull’acquisto di Premium.

E se Berlusconi vendesse Mediaset?

A quale fine? Solo vendetta? Se così fosse, la mossa rischia di tradursi in un boomerang per il Cavaliere. Rimasto senza il giocattolo telefonico, Bolloré potrebbe adesso concentrarsi su Mediaset, di cui detiene poco meno del 30%, anche se per i due terzi la quota è stata appena conferita a un blind trust su disposizione dell’AgCom. Questo, però, prima del ribaltone in TIM. E se Vivendi rimettesse in discussione le limitazioni, ora che non detiene più il controllo del colosso delle telecomunicazioni? In teoria, anche grazie alle risorse ottenute uscendo progressivamente dal capitale dell’ex monopolista telefonico, potrebbe lanciare un’OPA sul restante 70% del capitale di Mediaset, anche se appare poco verosimile che Fininvest ne perda il controllo, detenendo da sola circa il 38% e arrivando quasi al 43% con le azioni proprie della società. Il restante 27% dovrebbe vendere quasi compatto a Vivendi per consentire ai francesi di arrivare a possedere il 50% più un’azione.

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E allora, che forse Berlusconi voglia vendere cara la pelle, inducendo Bolloré a pagare salato il conto per avere Mediaset? Se lo scenario vi sembra inverosimile, sappiate che ieri il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, dalla Cattolica di Piacenza, partecipando a un corso di Food Marketing, ha sostenuto che le reti della famiglia Berlusconi siano un asset dell’Italia, rispondendo alla domanda sui timori di eventuali ritorsioni da parte di un governo grillino, ma allo stesso tempo ha aggiunto sibillino che la società resta di proprietà dell’ex premier per ora e fino a quando non escano di scena Silvio e i suoi figli. Non è un mistero che l’ex premier punti a lasciare ai 5 figli un patrimonio più agevole da spartire, ovvero liquidità che ciascuno possa investire autonomamente, senza essere costretto a condividerne la gestione con uno o più fratelli. E tramite Fininvest, la famiglia possederebbe oltre 1,5 miliardi di euro di capitale investito nella sola Mediaset. Se Bolloré volesse comprarsela, dovrebbe pagargli nettamente di più di tale valore, magari oltre un paio di miliardi. Sarebbe una buonuscita di tutto rispetto. E i Berlusconi, che già hanno venduto il Milan, non resterebbero a mani vuote. Hanno ancora Mondadori-Rcs Libri e Mediolanum. Chissà che in futuro non concentrino tutte le loro risorse nella sola finanza!

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia, Servizi pubblici

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