La volatilità, lo strano alleato degli investitori di lungo periodo

Commento sul perché un moderato aumento della volatilità possa essere un fattore positivo per gli investitori. A cura di Tim Armour, Chairman e CEO di Capital Group.

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Commento sul perché un moderato aumento della volatilità possa essere un fattore positivo per gli investitori. A cura di Tim Armour, Chairman e CEO di Capital Group.

In ritardo e non del tutto sgradito: così potremmo descrivere la correzione dello S&P 500 all’inizio di quest’anno. Anche se le flessioni improvvise possono spaventare, hanno sempre fatto parte del mondo degli investimenti. Anzi, aspettavamo da tempo un qualche tipo di correzione e questa frenata non ci preoccupa particolarmente. La performance dei mercati sul lungo periodo è migliore quando sono interessati da correzioni periodiche, in fondo non possono salire sempre. Cambiamenti rapidi e improvvisi possono pesare sugli investitori. Quando i mercati vacillano, alcuni potrebbero essere portati a ridurre le loro esposizioni all’azionario. Tuttavia, i periodi di tumulto e di forti cali di mercato si sono dimostrati spesso essere tra i momenti migliori per investire.

Dal 1949 ci sono stati nove momenti in cui lo S&P 500 è calato del 20% o più. Nonostante la flessione media di questi cicli (-33%) possa essere dolorosa da sopportare, perdere una parte del rendimento medio del successivo ciclo di bull market (+268%) potrebbe essere ancora peggio. Inoltre, dato che le fasi ribassiste hanno una durata relativamente breve – in media 14 mesi, è difficile che cercare di “cronometrare” il mercato si riveli proficuo nel lungo periodo. È importante mantenere un orientamento a lungo termine, cercare di capire cosa farà il mercato oggi o anche la prossima settimana è un compito impossibile e che non crediamo sia utile per creare ricchezza a lungo termine.

Dati economici generalmente solidi continuano a garantire uno scenario positivo per la maggior parte dei mercati del mondo. Negli Stati Uniti, la crescita degli utili societari è stabile, la riforma fiscale potrebbe spingere il PIL e la spesa al consumo è relativamente forte. Il PIL cinese ha accelerato per la prima volta in sette anni nel 2017, e le economie degli altri mercati emergenti continuano ad apparire forti. L’economia giapponese è nella sua miglior forma da anni, e l’Europa è in ripresa. Complessivamente, il Fondo monetario internazionale prevede che il PIL globale raggiunga il 3,9% per il 2018. Lo scenario economico è favorevole per gli utili societari, con molte buone opportunità di investimento.

La cosa più importante da fare durante i periodi di volatilità è probabilmente anche la più difficile, ossia controllare le proprie emozioni. Non è facile, né durante le fasi rialziste né in quelle ribassiste, ma non riuscire a farlo è spesso un fattore che contribuisce negativamente alla creazione di ricchezza nel tempo. Concentrarsi sui fondamentali, effettuare una buona asset allocation e mantenere un portafoglio bilanciato con un orizzonte a lungo termine è il miglior approccio. Negli ultimi anni la volatilità sui mercati azionari mondiali si è mantenuta molto bassa, ma questo contesto sta cambiando. Un eventuale ritorno della volatilità ai livelli abituali potrebbe rappresentare un’opportunità per gli investitori di lungo periodo con un piano di investimento strutturato. Un programma di investimento regolare può escludere la componente emozionale e ridurre la tentazione di battere sul tempo il mercato. Sicuramente una strategia d’investimento di questo tipo non assicura un profitto e non protegge contro le perdite. Gli investitori dovrebbero considerare la loro disponibilità a rimanere investiti anche quando i prezzi delle azioni stanno diminuendo.

L’S&P 500 è stato interessato da flessioni intra-annuali in ognuno degli ultimi 20 anni. Ma come il mercato scende, allo stesso modo sale. Nel complesso, il mercato è cresciuto in 16 degli ultimi 20 anni. Un ipotetico investimento iniziale di 10.000 dollari fatto nel 1997, basandosi sullo S&P 500, sarebbe cresciuto fino a raggiungere un valore finale di oltre 40.000 dollari al 31 dicembre 2017. Nessuno può prevedere cosa farà il mercato nel breve termine, quello che si può fare è individuare buone società che si pensa stiano crescendo e che tra dieci anni saranno migliori e più grandi. Se si riesce in questo intento, attraverso tutti i tipi di cicli di mercato, i risultati saranno comunque positivi.

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Argomenti: bolla finanziaria

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