L’Italia crescerà debolissima nel 2015. La UE smentisce Renzi

La crescita attesa per il 2015 in Italia è stata dimezzata dalla Commissione europea ad appena lo 0,6%. Secondo la UE, la disoccupazione resterà pressoché stabile ai massimi di sempre almeno fino al 2016 nel nostro paese.

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La Commissione europea ha aggiornato le stime di crescita per l’Eurozona e per i singoli 18 paesi membri. E avvertiamo subito che non ci sono buone notizie. Nell’intera Area Euro, la crescita del pil sarà di appena lo 0,8% per quest’anno e dell’1,1% nel 2015. A maggio, le previsioni erano rispettivamente del +1,2% e +1,7%. Nel 2017, la crescita potrebbe essere dell’1,7%. L’inflazione continuerà a restare ben al di sotto del target di medio termine del 2% fissato dalla BCE. Si attesterà allo 0,8% nel 2015, per accelerare all’1,5% nel 2016. La BCE stima una crescita media dei prezzi rispettivamente dell’1,1% e dell’1,4%. La disoccupazione dovrebbe scendere dai massimi dell’11,6% toccati quest’anno all’11,3% nel 2015 e al 10,8% nel 2016, ma restando su livelli molto alti. Molto bene l’Irlanda, che nel triennio 2014-2016 dovrebbe crescere rispettivamente del 4,6%, 3,6% e del 3,7%. APPROFONDISCI – L’Eurozona sempre più divisa: migliorano Germania e Spagna, è crisi nera in Francia L’Eurozona è vicina alla terza recessione dal 2008. Segnali negativi anche dalla Germania   Brutte sorprese per l’Italia: la nostra economia resterà in recessione quest’anno, quando il pil è atteso in contrazione dello 0,4%, più del -0,3% previsto dal governo Renzi e dall’Istat. Nelle previsioni di maggio, la Commissione europea aveva stimato una crescita dello 0,6%. Male anche il 2015, quando il pil dovrebbe crescere di appena lo 0,6% contro il +1,2% precedentemente atteso. Accelerazione della crescita nel 2016 al +1,1%. Il deficit pubblico dovrebbe attestarsi al 3% del pil quest’anno (2,9% la stima del governo italiano), per scendere al 2,7% nel 2015 e al 2,2% nel 2016. A maggio, Bruxelles stimava un rapporto tra deficit e pil per l’anno in corso al 2,6%. Il debito pubblico dovrebbe salire ancora nel 2014, contrariamente alle attese del nostro governo: passerà dal 132,2% di quest’anno al 133,8% dell’anno prossimo, per scendere al 132,7% nel 2016. Quanto all’inflazione, le nuove proiezioni vedono un +0,2% per l’anno in corso, un’accelerazione allo 0,5% nel 2015 e un +2% nel 2016.   APPROFONDISCI – Il debito pubblico scende di 20,5 miliardi ad agosto. Ecco perché e diamo un occhio al deficit   I dati sono negativi anche sul fronte della disoccupazione, perché il tasso di coloro che cercano e non trovano lavoro in Italia è atteso stabile al 12,6% nel 2015 (stesso livello del 2014), per scendere solamente al 12,4% nel 2016. Per la Commissione, si tratta di un “livello storicamente alto”, con la possibilità che duri nel tempo. Ieri, l’Istat aveva pubblicato cifre simili, ma con un miglioramento decimale atteso al 2016, anno in cui la disoccupazione nel nostro paese resterebbe sopra il 12% al 12,1%. E commentando i dati, il commissario agli Affari monetari, Pièrre Moscovici, ha definito “molto fragile” la ripresa dell’Italia e “molto bassa” la crescita della Francia, mentre la Germania, per quanto in rallentamento, dovrebbe riprendersi dall’anno prossimo, grazie al buon andamento del mercato del lavoro e alla maggiore domanda interna.   APPROFONDISCI – L’Istat boccia il governo Renzi: niente ripresa con la sua manovra, la disoccupazione non scenderà        

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