La UE boccia il governo Letta: bilancio 2014 carente, serve nuovo piano

L'Unione Europea bacchetta l'Italia e giudica "insufficiente" il bilancio 2014, ossia l'ultima legge di stabilità varata dal governo Letta, chiedendo correzioni.

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L’Unione Europea mette l’Italia nel mirino, insieme a Slovenia e Crozia, per “squilibri macroeconomici eccessivi”. E lo fa con il commissario agli Affari monetari Olli Rehn, giusto nel giorno in cui lo spread tocca un minimo da oltre tre anni e i rendimenti decennali dei BTp sfiorano il minimo storico toccato nell’agosto del 2005. Segno che i funzionari di Bruxelles sono più duri da convincere, rispetto ai mercati.

 

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Nell’esame non vengono presi in considerazione i paesi sottoposti a piani di salvataggio, mentre undici stati (Belgio, Bulgaria, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Ungheria, Olanda, Svezia, Finlandia e Regno Unito) presentano squilibri macroeconomici, che possono essere tenuti sotto controllo con azioni mirate.

In particolare, secondo la Commissione, la Germania presenterebbe un surplus eccessivo delle partite correnti, dovuto alla bassa domanda interna, mentre la Francia preoccupa per la perdita di competitività, registrata dalla calante quota di mercato del suo export, il suo alto deficit e il deterioramento della bilancia commerciale.

Ma tornando all’Italia, Bruxelles chiede a Italia, Croazia e Slovenia di presentare entro aprile un piano per la correzione degli squilibri eccessivi, le cui valutazioni saranno rilasciate a giugno.

In particolare, il nostro paese mostrerebbe squilibri eccessivi sul fronte del debito pubblico, della perdita di competitività e una carenza del bilancio 2014. Sul primo, l’Europa constata l’eccessivo indebitamento pubblico; sul secondo punto, la perdita di competitività sarebbe legata alla bassa produttività che si registra nel nostro paese da diversi anni. Infine, Bruxelles rileva come nel 2013 l’Italia non fosse ancora giudicata un paese con squilibri macroeconomici eccessivi, mentre oggi lo è. Da qui, chiede “correzioni” al governo attuale, un fatto che implicherebbe una richiesta di manovra aggiuntiva per l’anno in corso.

 

Sul medio-lungo termine, la Commissione ritiene che una più alta crescita, unitamente a un consistente avanzo primario potrebbero determinare la correzione dello squilibrio macroeconomico principale dell’Italia, ossia del suo alto debito pubblico.

Qualora l’Italia non presentasse il piano, come richiesto, o se tale piano fosse ritenuto carente, rischierebbe una sanzione pari allo 0,1% del pil. Il vero timore, tuttavia, è legato a un possibile scontro politico tra Roma e Bruxelles, se anche il governo Renzi fosse considerato insoddisfacente sotto il profilo delle riforme. 

 

 

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