La Troika torna in Grecia per valutare le riforme di Tsipras

La Troika è tornata oggi in Grecia per valutare le prime riforme del governo Tsipras. In gioco c'è il terzo pacchetto degli aiuti.

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La Troika è tornata oggi in Grecia per valutare le prime riforme del governo Tsipras. In gioco c'è il terzo pacchetto degli aiuti.

Da fonti europee è stato comunicato che i rappresentanti della Troika, il comitato dei 3 creditori della Grecia (UE, BCE e FMI), sono già arrivati ad Atene, la capitale della Grecia, per effettuare la prima valutazione delle riforme attuate sinora dal governo Tsipras. Se l’esito sarà positivo, come largamente atteso, saranno immediatamente sbloccati 2 dei 3 miliardi della prima tranche degli aiuti da 86 miliardi in 3 anni, mentre il restante miliardo sarebbe erogato alla fine di novembre, al termine della revisione dei creditori europei. I rappresentanti sono Declan Costello per la Commissione europea, Rasmus Ruffer per la BCE, Delia Velculescu per l’FMI e Nicola Giammarioli per l’ESM. L’obiettivo del premier greco Alexis Tsipras è di fare presto, perché solo così potrà ottenere gli aiuti necessari per ricapitalizzare le banche, per le quali sono stati messi a disposizione dai creditori fino a 25 miliardi di euro.

Stando alle stesse fonti bancarie, però, potrebbero servirne 5-6 miliardi in meno, in quanto a tanto ammonterebbero gli aumenti di capitale a carico degli investitori privati stimati.

Ricapitalizzazione banche Grecia necessaria per ambire alla ripresa

Prima le banche si ricapitalizzano, prima è possibile il ritorno, anche solo parziale, dei 40 miliardi defluiti dal novembre del 2014 al luglio scorso, necessari per ripristinare la fiducia verso il paese e la sua stabilità finanziaria, nonché per potere sperare nella ripresa dell’economia. Agli istituti verrà richiesto un Cet1 pari al 9,5% per lo scenario ordinario e all’8% per quello avverso. C’è un secondo tempo di questi esami, che sono il vero obiettivo di Atene: la ristrutturazione del debito pubblico. Tsipras chiede che le condizioni per la restituzione dei prestiti ottenuti siano migliorate, magari che vi sia un condono parziale. I creditori europei restano fermi contro l’ipotesi di un taglio, ma hanno aperto da mesi a un possibile allungamento delle scadenze, nonché a una ulteriore riduzione dei tassi e a una proroga del periodo di grazia, durante il quale non viene rimborsato il debito e non sono pagati gli interessi.      

Ritorno della Troika è sconfitta per Tsipras

L’FMI chiede azioni più decise, ovvero la cancellazione parziale del debito, in quanto solo così esso diverrebbe sostenibile.

Da questa diatriba con l’Europa consegue che l’istituto di Washington potrebbe non partecipare al terzo pacchetto di aiuti, sebbene la Germania stia facendo di tutto per farlo rimanere almeno nel ruolo di consulente, in modo da potere contare su un alleato “tecnico” e non politicizzato, nel caso di rinnovo delle tensioni con Atene. In ogni caso, per Tsipras si tratta di una sconfitta “mediatica” quanto sta accadendo in queste ore, visto che dopo avere cacciato la Troika al suo arrivo al governo a inizio febbraio, adesso è costretto a riaccoglierla per potere ottenere il salvataggio del suo paese. Di più: ai 3 rappresentanti iniziali, se n’è aggiunto un quarto, l’ESM, il Fondo europeo di stabilità permanente, che è la cassa dei creditori europei.      

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