La tassa sulla plastica colpisce l’Emilia-Romagna al voto a gennaio

La tassa sulla plastica divide il governo Conte e fa infuriare il governatore emiliano Stefano Bonaccini, che teme di perdere le elezioni regionali di gennaio. Il distretto degli imballaggi ha sede proprio in Emilia.

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Governo “giallorosso” diviso in merito alla tassa sulla plastica, che è diventato solamente l’ultimo capitolo di un’odissea infinita per la legge di Stabilità 2020. Il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, è andato su tutte le furie contro il proprio stesso Partito Democratico, paventando il rischio di una sconfitta pressoché certa alle elezioni regionali di gennaio, nel caso in cui il balzello fosse imposto.

La sua regione, infatti, risulta sede del cosiddetto “packaging valley”, il distretto degli imballaggi minacciato proprio dalla tassa sulla plastica. Si tratta di un complesso di 130 aziende e 11.000 dipendenti, che ogni anno fattura circa 3 miliardi di euro, il 60% dell’intero fatturato prodotto dalle macchine automatiche di tutta Italia.

La tassa sulla plastica verrebbe introdotta a partire dall’1 luglio prossimo e a regime farebbe introitare allo stato 2 miliardi di euro. Matteo Renzi punta a rimuoverla dalla lista delle misure esitate dal Consiglio dei ministri, ma il ministro degli Esteri e portavoce del Movimento 5 Stelle appare irremovibile sul tema, sostenendo che l’ambiente si difende non a chiacchiere, bensì con misure che servano “a invertire la rotta”, facendo in modo che lo stato compia scelte che indirizzino le abitudini di consumo.

Tassa su plastica, zucchero, giochi, sigarette e web, mance per le famiglie

La disquisizione ideologica poco importa in questa fase. La tassa sulla plastica rischia di avere un costo economico rilevante e uno politico ancora più netto, perché se è vero che i sondaggi assegnano alla coalizione di centro-destra 9 punti di vantaggio proprio nella “rossa” Emilia-Romagna, bisogna far qualcosa per recuperare il consenso, non certo per alienarlo ulteriormente. Anche perché una ennesima sconfitta in questa regione spazzerebbe via il governo Conte e provocherebbe un terremoto del nono grado della scala Richter dentro l’M5S.

Coperta corta per le entrate e tensioni politiche

E, però, trovare 1 miliardo non sarà facile, specie considerato che quella sulla plastica non sia l’unica tassa ad essere finita nel mirino di Italia Viva, intimorita di essere associata all’immagine “draculiana” del PD. Ci sono da rivedere anche le stangate sullo zucchero e sulle auto aziendali.

Totale: 2 miliardi. A regime, varranno 4 miliardi. E se il governo non è riuscito a trovare questa cifra in circa due mesi di attività, difficile che avrà modo di reperirla con un qualche provvedimento last minute che lasci intatte le aliquote IVA. La coperta è corta e se la si tira da una parte, si lascia al freddo l’altra. Rischiano così di saltare almeno in parte le misure espansive della manovra, come lo sbandierato taglio del cuneo fiscale o il fondo per la famiglia.

Tassa sulla plastica: il nodo dei rincari per le famiglie e dei posti di lavoro a rischio

E l’eventuale eliminazione della tassa sulla plastica avrebbe conseguenze politiche rilevanti anche nelle relazioni già tesissime dentro la maggioranza. Di Maio non potrebbe accettare di essere scavalcato dal PD, perché si presenterebbe alle regionali emiliane ancora più debole politicamente. L’ambiente è stata una battaglia storica del suo movimento, il quale punta a tornare proprio ai temi delle origini per risalire la china dei consensi lasciati per strada. E il PD di Nicola Zingaretti deve scegliere in fretta se schierarsi con il proprio governatore, smentendo sé stesso, oppure se darla vinta a Renzi e andare allo scontro con l’M5S. Comunque vada, sarà un problema.

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